I grandi nudi statuari della Fontana
di conoscenza infinita. Ma anche l'attimo intimo dell'amica
Ethel Cochrane che si ravviva i capelli allo specchio. O la
leggera serenità della celebre collezionista Isabella Stewart
Gardner, distesa in giardino tra i glicini a Green Hill.
La donna e la sua essenza sono tornate protagoniste in Casa
Andersen, ultima dimora romana dello scultore, pittore e
urbanista americano di origini norvegesi, oggi diventata Museo
Hendrik Christian Andersen e che fino al 2 ottobre ospiterà la
mostra, a cura di Maria Giuseppina Di Monte, 'Femminile e
femminino. Donne a casa Andersen'.
Un viaggio attraverso 70 opere di Hendrik (1872-1940) e del
fratello Andreas, tra disegni, tele, bozzetti, nudi, ma anche
oggetti personali, fotografie d'epoca, scritti, libri, ritrovati
nei depositi del museo e generalmente non visibili. Per
raccontare la sua filosofia, le sue donne e l'utopia della Città
perfetta.
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