'Sostenibilità' economico-finanziaria sarà la parola d'ordine intorno a cui ruoterà la nuova fase della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino che riparte a settembre con importanti conferme, in primis quella del maestro Zubin Mehta che aprirà la programmazione con un concerto dal titolo 'Bentornati al Maggio', ma anche di grandi ritorni come quelli Riccardo Muti, assente dal teatro fiorentino dal 2021. È noto il forte legame del maestro con Firenze. Nel futuro del Maggio resterà centrale la programmazione artistica, che si aprirà anche alla danza, al teatro e ad altri generi musicali. Sono allo studio eventi rock, pop e jazz. Inoltre gli ampi spazi, anche esterni, del teatro saranno resi disponibili per congressi, progetti e altre iniziative. Superata la fase più acuta della crisi, con un piano di salvataggio sottoscritto dai soci pubblici e privati per 7,6 milioni, oggi il Teatro ha presentato stagione e 86/o Festival. "Il Maggio oggi lo si può dire salvo - ha spiegato il commissario straordinario Onofrio Cutaia -. È stata una corsa contro il tempo, e non è che ora vada tutto bene, però certamente le cose che dovevano essere messe al loro posto sono state messe. Devo davvero ringraziare i soci pubblici e privati perché le richieste che ho fatto, attraverso un piano di rilancio e di risanamento, sono state condivise all'unanimità". Il cartellone del prossimo autunno, in bilico fino a poche settimane fa così come l'operatività stessa del teatro, riparte nel segno dei concerti sinfonici, meno onerosi delle opere, in numero minore rispetto al passato. La stagione 2023-2024 comincerà il 13 settembre col concerto di Mehta dedicato a Mozart, e poi seguirà con La Bohème, in vista dell'anno pucciniano. In programma l'opera per bambini La meravigliosa storia del flauto magico, C'è Musica & Musica, serie di otto concerti per famiglie, e un calendario di altri otto concerti (protagonisti Metha e Daniele Gatti), tra cui La petite messe solemnelle, diretto da Lorenzo Fratini per i 90 anni del Coro del Maggio. Il 2024 si aprirà con le musiche di scena di Peer Gynt di Edvard Grieg e il Don Pasquale di Donizetti, opera per la prima volta diretta da Gatti in carriera. L'avvio dell'86/o Festival del Maggio invece sarà il 13 aprile. In programma un concerto diretto da Gatti e tre opere: Turandot, Jeanne Dark e la Tosca. Di particolare rilievo nella programmazione del Festival è l'ospitalità dei Wiener Philharmoniker a Firenze dopo tappe a Bari e a Ravenna, che saranno guidati dal maestro Riccardo Muti che manca dal Teatro del Maggio dal 3 settembre 2021, quando salì sul palco con l'Orchestra Cherubini per i 700 anni dalla morte di Dante. Grande impulso anche alle arti performative con uno spettacolo di danza (prima italiana della Trilogia dell'Estasi di Roberto Zappalà), un evento dedicato a Pessoa (regia di Bob Wilson) e, in cantiere, concerti rock, pop e jazz nella cavea all'aperto e nelle due sale. Questa diversificazione dell'offerta e le nuove entrate economiche, secondo Cutaia, porteranno il teatro a stare in piedi. A bilancio ci sono i biglietti più i contributi di sponsor per quasi 3 milioni di euro. "Numeri possibili", raggiungibili, ha voluto sottolineare Cutaia. Il debito pregresso ora "è assolutamente sostenibile - ha aggiunto il commissario -, l'importante era affrontare il debito che il teatro non avrebbe potuto affrontare con le sue forze. Il debito precedente c'è, ma è gestibile". Sul futuro, non starà a lui decidere cosa fare dopo la scadenza del suo mandato il 15 settembre, ma a suo avviso "una funzione commissariale" sul teatro di Firenze "è ancora necessaria per un po' di tempo".
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