Non solo l'impennata dei dazi
statunitensi. Ad allarmare le cento aziende più importanti per
fatturato dell'area fiorentina sono anche "caro energia, costo
delle polizze contro gli eventi catastrofali, le pastoie che
rallentano la realizzazione di soluzioni al problema e ai costi
dello smaltimento rifiuti, i tempi della giustizia
inconciliabili con quelli del fare impresa, nuovi carichi
burocratici quali quelli del titolare effettivo e della pec
obbligatoria imposta a tutti i membri dei cda delle società". E'
quanto riferisce la Camera di commercio i cui vertici ieri hanno
avuto un summit con una rappresentanza
di queste imprese che da sole, si precisa, "valgono oltre il 20%
del Pil provinciale" e contribuiscono "alla quasi totalità dei
24 miliardi di export dell'area fiorentina, 6 dei quali maturano
nelle relazioni commerciali con gli Stati Uniti".
Il presidente della Camera Massimo Manetti, tra i
partecipanti all'incontro insieme al segretario generale
Giuseppe Salvini, ha voluto ricordare la costituzione, su
richiesta delle stesse imprese, "dell'One contact point, il
centro unico di contatto della Camera che, in un'ottica di
semplificazione e sburocratizzazione, è stato creato perché
possiate avere un punto di riferimento unico a cui porre le
istanze e che siamo pronti a potenziare". Intanto la Cciaa, in
merito all'obbligo di pec per ogni singolo membro del cda, con
conseguenti difficoltà per le aziende partecipate da fondi
d'investimento stranieri e che hanno o avranno in cda cittadini
indiani e giapponesi, "risponderà con misure ad hoc e ha già
avviato una massiccia campagna di sensibilizzazione affinché
Unioncamere nazionale si faccia latrice delle istanze degli
imprenditori nelle sedi governative nazionali ed europee
affinché le regole siano riviste". Per il prossimo obbligo di
sottoscrivere polizze per gli aventi catastrofali, senza che sia
accompagnato da interventi pubblici per calmierare i costi dei
premi, la Camera di commercio ha comunicato "l'organizzazione di
un evento nelle prossime settimane nel corso del quale il tema
sarà sottoposto ai vertici del ministero competente". Infine a
fronte del caro energia, la Camera "si impegnerà", per
"sollecitare uno snellimento a livello regionale delle pratiche
dirette ad autorizzare la creazione di impianti di
autoproduzione".
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