La Camera di commercio
Toscana Nord Ovest evidenzia il valore della produzione di
quattro importanti filiere industriali delle province di Pisa,
Massa-Carrara e Lucca - carta, cantieristica, lapideo e cuoio -
che ha raggiunto gli 11,7 miliardi di euro. Il dato include non
solo le attività produttive dirette, ma anche quelle collegate
come commercializzazione, produzione di macchinari specializzati
e settore estrattivo. Tutti i settori delle tre province
generano un valore di 39,9 miliardi di euro. L'importanza delle
filiere, prosegue la Cciaa, si evidenzia considerando l'utile di
esercizio complessivamente di 830 milioni di euro: il 40% del
risultato netto delle tre province. L'analisi, basata sui
bilanci depositati e compresenti nel 2022 e 2023, è stata
condotta dall'Istituto di Studi e Ricerche (ISR) e dall'Ufficio
Studi della stessa Cciaa.
La cantieristica nautica, attiva in tutte e tre le province,
si conferma il settore più dinamico grazie a un mercato vivace e
alla forte capacità di innovazione. La filiera della carta e
cartone di Lucca ha registrato una solida redditività e margini
elevati, nonostante le difficoltà sui mercati internazionali.
Più complesso lo scenario per il lapideo di Massa-Carrara e
Lucca, penalizzato dal calo della domanda estera, mentre la
filiera del cuoio di Santa Croce sull'Arno (Pisa) affronta un
contesto di mercato sfavorevole e un forte incremento degli
oneri finanziari. "Questa analisi è la prima dedicata alle
principali filiere economiche del nostro territorio e
rappresenta uno strumento prezioso per comprendere le dinamiche
produttive locali. - afferma Valter Tamburini, presidente della
Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest - I dati confermano il
ruolo trainante della cantieristica e del cartario, ma mettono
in luce anche le difficoltà che stanno affrontando il lapideo e
il cuoio. È essenziale monitorare da vicino l'evoluzione di
questi settori e, come Camera di Commercio, continueremo a
promuovere iniziative per sostenere l'innovazione, l'accesso ai
mercati e la crescita sostenibile del nostro sistema
produttivo".
La cantieristica ha avuto nel 2023 una crescita del fatturato
medio per impresa del +24%, ben sopra quello delle imprese
dell'area (+2%). Il valore della produzione ha raggiunto i 2,5
miliardi di euro, pari al 6,2% del totale delle tre province.
Lucca, col distretto viareggino come centro nevralgico della
nautica, ha aumentato il giro d'affari medio per impresa del
+27% con miglioramento significativo degli indicatori: il
ritorno sugli investimenti (Roi) è salito dal 15,2% al 20% e il
cash flow sui ricavi è passato dal 13,9% al 16,3%. Massa-Carrara
ha registrato una crescita del +19% nel fatturato medio per
azienda con utile di esercizio del 9,2% dei ricavi e una
patrimonializzazione che ha raggiunto il 35,5%. Invece la
filiera pisana ha subito un calo del fatturato medio del 15%,
evidenziando fragilità sul piano reddituale, patrimoniale e
finanziario. L'utile netto della filiera nautica nelle tre
province è aumentato dal 5,3% all'8,8% dei ricavi, mentre il Roi
ha raggiunto il 18,3%, rispetto al 14,1% del 2022.
La filiera della carta lucchese si conferma comparto solido.
Nel 2023 ha generato una produzione di 5,1 miliardi di euro,
pari al 12,7% dell'intera economia della Toscana Nord-Ovest. La
riduzione dell'exporta ha causato un calo del fatturato medio
per impresa del 4% ma il settore ha mantenuto margini di
profitto elevati e forte capacità di autofinanziarsi. Il valore
aggiunto per impresa è aumentato del 12%, mentre i costi esterni
sono diminuiti mediamente del 13%, grazie alla stabilizzazione
dei prezzi delle cellulose dopo i rincari degli anni precedenti.
L'efficienza operativa è migliorata, con l'utile netto in
crescita dal 5,5% al 9% dei ricavi. La liquidità media per
impresa è più che raddoppiata, raggiungendo 3,8 milioni di euro.
Anche il grado di patrimonializzazione è aumentato, passando dal
41,9% al 46,3% dell'attivo, a sostegno di investimenti medi per
impresa pari a 6 milioni di euro.
La filiera lapidea ha generato un valore della produzione
di 1,8 miliardi di euro (il 4,6% delle tre province) con
Massa-Carrara polo dominante del settore. Mentre Lucca ha avuo
una crescita media del fatturato del 3%, la provincia apuana ha
subito un calo del -8%. Così l'utile netto della filiera nelle
due province è sceso sotto l'8% dei ricavi, penalizzato
dall'aumento degli oneri finanziari per azienda, cresciuti del
70% rispetto al 2022. Anche il cash flow ha avuto una riduzione
di un punto percentuale pur rimanendo su livelli elevati
(15,5%). L'autonomia finanziaria risulta solida, con valori del
55,1% a Massa-Carrara e del 45,9% a Lucca, accompagnando
un'importante crescita degli investimenti (+3%).
Pelli e cuoio nel Pisano ha avuto una produzione di 2,3
miliardi di euro nel 2023. L'anno è stato particolarmente
difficile, con una contrazione del fatturato del 9%, in netto
contrasto con la crescita media del 2% delle imprese dell'area.
Il valore aggiunto per impresa è sceso del 10% nonostante un
calo dei costi di produzione del 12%. L'utile netto si è
dimezzato, attestandosi al 2,2% dei ricavi, penalizzato
dall'aumento degli interessi passivi, che sono triplicati,
raggiungendo il 27% del risultato ante oneri finanziari. A ciò
si è aggiunto un incremento del carico fiscale, salito al 38,9%
del risultato ante imposte (+10 punti percentuali rispetto al
2022). Anche il costo del lavoro è peggiorato, con il Costo del
Lavoro per Unità di Prodotto (Clup) aumentato di 5 punti
percentuali, arrivando al 62,3%. La liquidità della filiera
conciaria ha subito una flessione, con il cash flow sceso al
7,5% dei ricavi e le disponibilità liquide medie per azienda in
calo del 10%. L'unico segnale positivo è il miglioramento
dell'autonomia finanziaria, salita al 45,1%, che ha permesso di
sostenere un incremento degli investimenti del 7%.
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