Dalla battaglia contro le mutilazioni genitali alla lotta contro la tratta sessuale per la ventesima edizione del Premio La Donna dell'Anno, promosso dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta. Le tre finaliste sono la modella somala Waris Dirie, in prima linea nel contrasto alle mutilazioni genitali femminili, l'argentina Margarita Meira, che combatte lo sfruttamento sessuale, e la nigeriana Isoke Aikpitanyi, che aiuta le ragazze vittime della prostituzione (il premio Soroptimist è stato invece assegnato all'avvocato campano Rosa Pepe, a capo dell'associazione Artemide che fornisce sostegno legale e psicologico a donne vittime di violenza).
"E' molto bello essere qui - ha detto Waris Dirie - per me che da 34 anni mi occupo dei diritti delle donne". Margarita Meira ha poi raccontato delle minacce ricevute: "Hanno cercato di impedirmi di partecipare a quest'evento, chi gestisce la tratta delle ragazze e alti funzionari dello Stato spesso hanno dei rapporti, questa è la prima volta che un governo mi riceve".
Infine Isoke Aikpitanyi: "Non mi considero un'eroina ma sono una donna che continua a lottare contro la violenza. Si può uscire dalla tratta delle donne, spesso poco più che bambine, che a volte spariscono, diventano carne da macello e finiscono invischiate nel traffico di organi".
La cerimonia di consegna del premio è prevista mercoledì 14 marzo al Centro Congressi del Grand Hotel Billia di Saint Vincent. "In finale - ha commentato il presidente del Consiglio Valle, Joel Farcoz - ci sono donne speciali, protagoniste di storie toccanti, vittime di violenza, tortura e schiavitù, ma che hanno reagito e sono diventate un esempio per altre donne".
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