Cosa ci può essere di più triste se
un luogo di vita, cultura, divertimento spegne definitivamente
le luci? Se il sipario si abbassa per sempre e la sala diventa
buia perchè chi con grande passione e fatica ha tentato di
portare avanti una scommessa, anche controvento, decide di
buttare la spugna? Certo l'amarissima lettera inviata agli
abbonati del Teatro Minerva di Boscoreale dal direttore
artistico, Pino De Caro, dovrebbe far riflettere tutti e
rammaricare istituzioni e cittadini di un intero territorio
sollecitandoli a svegliarli dal torpore e ad agire, subito, per
salvaguardare un punto di riferimento indispensabile per cercare
di continuare a tenere accesa una piccola scintilla in una zona
che altrimenti rischia di essere condannata a un degrado
irreversibile.
"Non avrei mai voluto scriverti questa lettera - dice De Caro .
ma ci sono eventi che vanno oltre la nostra volontà. Prima di
tutto, voglio ringraziarti per il sostegno che hai sempre
mostrato per il Minerva, il teatro di noi boschesi, il più
antico della Campania. Sappiamo entrambi quanto conta per la
città, quanti sacrifici ci sono voluti per riportarlo allo
splendore di un tempo passato che sembrava non potesse più
tornare. È stato anche grazie a te che abbiamo avuto la
possibilità di alimentare i sogni del pubblico e quelli degli
artisti che in tutti questi anni hanno calpestato il
palcoscenico. Siamo riusciti a scaldare i cuori, ad accendere le
emozioni ad elevare la nostra anima verso un'arte così nobile
eppure così maltrattata. Oggi, purtroppo, si avvicinano i tempi
bui, quelli che abbiamo cercato di spazzare via con tanto sudore
e impegno. Il cine-teatro Minerva inizia un lento e inesorabile
cammino che lo porterà a chiudere definitivamente i battenti.
Presto il sipario si chiuderà e con esso un pezzo della nostra
storia, quella storia che avrei voluto trasmettere alle nuove
generazioni in tutto il suo fascino".
"Come puoi immaginare anche per il teatro vale il detto "sine
pecunia ne cantantur missae". Infatti, il teatro non ha mai
usufruito di nessun finanziamento né dalla regione Campania né
dalla città metropolitana di Napoli (come invece accade per
altre strutture), ma un piccolo contributo solo nella
programmazione della rassegna teatrale annuale da parte del
Comune di Boscoreale. Mentre negli altri comuni vicini si
inaugurano case della musica e dell'arte, a Boscoreale si
chiudono i teatri. Continuerò a combattere fino all'ultimo
applauso anche a costo di doverlo fare contro i mulini a vento",
conclude così la lettera.
E così il Minerva, sul cui palcoscenico si sono esibiti attori
di altissimo livello (Totò e Pupella Maggio per citarne solo
due), aperto al pubblico nel 1911, scampato a due guerre
mondiali e perfino alle rappresaglie dei tedeschi in fuga, da
pochi anni ristrutturato e diventato un vero e proprio
gioellino, con gli affreschi del maestro Casciello, rischia di
essere chiuso definitivamente.
Forse chi ha tentato di portare avanti negli ultimi anni questa
esperienza avrebbe potuto fare affari d'oro se al suo posto
avesse aperto una sala scommesse (con tutto il rispetto per chi
lavora in queste strutture). Alla luce di questa lettera ci si
aspetta che gli amanti del teatro, ma i cittadini tutti battano
un colpo, magari scendano in piazza esponendo striscioni e
facciano un corteo per dire che il Minerva non va chiuso ma anzi
difeso e valorizzato.
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