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L'eleganza funzionale di Givenchy

L'eleganza funzionale di Givenchy

Matthew M. Williams applica codici couture al quotidiano

ROMA, 07 marzo 2022, 19:26

di Patrizia Vacalebri

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nella nuova collezione di Givenchy FW 2022/23 che sfila a Parigi, il direttore creativo della maison Matthew M. Williams, applica i codici dell'haute couture al quotidiano, per arrivare ad un guardaroba elegante ma funzionale. Lo stilista eleva l'apparente ordinario allo straordinario, applicando la sensibilità dell'alta moda agli archetipi dell'abbigliamento quotidiano. E sottolinea, sia nei capi maschili che quelli femminili, il nesso tra lusso e funzionalità, attraverso delle silhouette semplici ma imponenti, ornamentali ma funzionali, strutturate ma lineari. "In realtà volevo creare una sintesi tra una femminilità potente e sofisticata - spiega lo stilista - con un effetto di molteplici influenze americane e parigine, sportive e artigianali. Accanto a lei c'è un uomo contemporaneo con un atteggiamento di chic nonchalance. Sulla passerella, entrambi sono legati da un profondo senso della realtà". Sfila una femminilità decisa, sartoriale, posta al centro dell'attenzione nella silhouette netta, formale ed informale. Nulla è esageratamente pregiato, anche quando lo sono i materiali utilizzati: il denim consumato accoglie paillettes e perle spettacolari in omaggio al senso della praticità decorativa di Hubert de Givenchy. Abiti di lana con ruches sposano la sportività nelle colorazioni e nelle reti che elevano i capi di tutti i giorni, rendendo confortevoli quelli da sera. Si adattano ad un'amazzone il cui fascino è sottolineato dagli scorci di pelle nuda. Ispirata dall'outerwear - e arricchita da una palette di marroni, verdi, grigi e neri intensi - l'attenzione per i colori del designer viene applicata in maniera non convenzionale alle silhouettes fluide e sartoriali così come agli abiti con volant, trasparenti, delicatamente ricamati a mano. Il classicismo ed il radicalismo di Givenchy s'incontrano in un gioco di volumi e consistenze sovrapposti. La familiarità di tutti i giorni del jersey effetto lavato viene esplorata con un rigore nuovo, intricato e stratificato che fa risaltare la sperimentazione grafica e la stampa in 4D dei ricami. Allo stesso tempo, questo approccio contrasta con la sartorialità classica, esplorando le forme strutturate monopetto e doppiopetto, ma conferendo loro la comodità e la leggerezza della lana e della flanella. Pantaloni ampi, di taglio sartoriale, e soprabiti voluminosi giocano sui contrasti. Il denim è consumato, trattato e sperimentato tanto quanto il raso duchesse che si trova nella collezione. Il tutto viene riunito dalla silhouette, che sia lunga e fluttuante o corta e rigida ma con elementi a cascata come le ruches elaborate, le cuciture a mano in punto smock e le plissettature, dettagli che enfatizzano il movimento, la praticità e la possibilità di utilizzarli quotidianamente per chi li indossa. La collezione è costellata di elementi presi in prestito dagli archivi dell'Haute Couture di Hubert de Givenchy, modificati e resi contemporanei. Gli elementi hardware diventano gioielli e le perle si trasformano in borchie. Le perle coniugano due elementi: come motivo che richiama le borchie e come decoro a mano che fa capolino su gioielli e borse. Rivisitata dagli archivi anche la stampa gattopardo del 1955, sovratinta ed impiegata nei capispalla maschili. I ricami ispirati al cardo nero - insieme alla perla, il cardo è il protagonista della collezione e si ritrova anche nelle stampe - sono stati realizzati meticolosamente a mano da piume d'oca ed applicati anche su gioielli e scarpe. Gli accessori da segnalare gli iconici stivali elasticizzati che elevano letteralmente la figura di chi li indossa. Le nuove borse risultano più morbide, che si tratti della New Hobo con il Lucchetto o delle ultime interpretazioni delle borse Kenny e 4G, trapuntate e in proporzioni nuove

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