False attestazioni di paternità per
favorire permessi di soggiorno. Per questo tre persone sono
state arrestate dai poliziotti del commissariato Viminale,
coordinati dalla Procura. Altre quattro sono state sottoposte a
perquisizione domiciliare e personale.
La traccia seguita dagli investigatori è stata quella di false
attestazioni prodotte da cittadini italiani coinvolti nel
riconoscimento fittizio di vincoli di paternità a beneficio di
minori nati da donne in condizioni di marginalità. A capo del
gruppo un uomo di origine sinti, con base nel campo nomadi della
zona dell'Arco di Travertino, che adescava i cittadini italiani
spesso prospettando e concedendo in cambio piccoli compensi.
È il caso di un frequentatore di enti assistenziali in zona
Termini, a cui venivano offerte sigarette e pasti gratis. Nel
giro dei riconoscimenti erano coinvolti anche i padri naturali
dei minori, che pagavano l'intermediario per assicurarsi i
"favori" dei padri italiani.
Non sono mancate le intimidazioni a uno dei padri che,
pentendosi, aveva deciso di collaborare con la polizia.
La finalità - a quanto ricostruito - era quella di legittimare i
minori nati da donne di origini extracomunitarie, per poi
ottenere i permessi di soggiorno anche per queste ultime.
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