Con l'arrivo di Roberto Tomasi come amministratore delegato e direttore generale di Aspi aumentarono i lavori di manutenzione sulla rete autostradale. "Sulle attività di ammodernamento e manutenzione investimmo molto, in particolare il capitolo su gallerie e viadotti", ha sottolineato Tomasi nel corso del suo esame. Il pubblico ministero ha mostrato in aula le slide che l'ad aveva portato nel corso delle indagini e che mostravano un incremento da 264 a 769 milioni tra il 2017 e il 2021, tra quota base e piano straordinario.
Quest'ultimo comprende anche il restyling di gallerie e ponti.
Tomasi ha spiegato come, dopo l'esautoramento di Spea e l'affidamento delle ispezioni a società esterne, siano stati "trovati in tutta la rete 27 mila difetti, con diverse gradazioni di gravità, non segnalati da Spea, 6 mila nelle sole gallerie della Liguria. La ritenemmo poco affidabile".
Tomasi, degrado della rete peggiore di quanto diceva Spea
Con me cambio di passo, coefficienti rischio incrementati del 200%
"Nel 2020 abbiamo visto un incremento dei coefficenti di rischio anche di oltre il 200% rispetto a quelli rilevati da Spea mentre nel 2019 era del 50%". Lo ha detto in aula Roberto Tomasi, attuale amministratore delegato di Autostrade, sentito come teste nel corso del processo per il crollo del Morandi (14 agosto 2018, 43 vittime). Spea era la società controllata da Aspi che si occupava della sorveglianza. Tomasi ha parlato del cambio di passo di Aspi dopo il suo arrivo come amministratore delegato e direttore generale di Aspi. "Dall'inizio del mio mandato, nel febbraio 2019, come Ad del gruppo Aspi, ho messo tutto il mio impegno per attuare un grande piano di trasformazione aziendale, rinnovando il management e cambiando radicalmente le modalità di monitoraggio e manutenzione della infrastruttura, anche grazie all'adeguamento delle normative che ci ha consentito di rafforzare la nostra azione. Attualmente il piano prosegue a pieno regime su tutta la rete nazionale. Il cambio di passo aziendale è un elemento riconosciuto anche in questa sede". "Il livello di degrado della rete era sostanzialmente peggiore di quanto era emerso da ispezioni di Spea. Nel 2019 si era partiti con la verifica di 33 opere con due società esterne poi si è passati a 66. Ma vedendo la non omogeneità dei punteggi abbiamo esteso i controlli a tutta la rete".
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