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Saluto fascista in comune, pagheranno viaggi ad Auschwitz

Saluto fascista in comune, pagheranno viaggi ad Auschwitz

Ipotesi emersa in udienza a Genova per i fatti di Cogoleto

GENOVA, 04 ottobre 2023, 14:42

Redazione ANSA

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Una lettera di scuse, il risarcimento al Comune di Cogoleto (Genova) e all'associazione Treno della Memoria di Torino per pagare i viaggi ad Auschwitz.
    Potrebbe concludersi così il processo a tre ex consiglieri comunali di Cogoleto accusati di violazione della legge Mancino, perché il 27 gennaio del 2021, nel giorno della Memoria, votarono alcune delibere di seduta facendo il saluto fascista.
    L'ipotesi di trattativa è emersa alla prima udienza del processo a carico di Valeria Amadei (Fratelli di Italia), Francesco Biamonti (Lega) e Mauro Siri (indipendente), tutti e tre della minoranza di centrodestra. Siri e Biamonti si erano poi dimessi.
    Dopo le polemiche i tre avevano sostenuto di aver alzato la mano con il braccio teso per una votazione senza l'intenzione proporre il saluto fascista. In Comune erano arrivate anche le forze dell'ordine, dopo che il sindaco Paolo Bruzzone aveva espresso su Facebook sdegno per l'accaduto, e i poliziotti avevano acquisito video e verbale dell'assemblea e ascoltato il primo cittadino e l'operatore che aveva effettuato le riprese, primo ad accorgersi del gesto.
    Il caso era arrivato anche in prefettura, con l'avvio di un procedimento istruttorio sollecitato dalle opposizioni in consiglio regionale (Lista Sansa, Pd, Movimento 5 Stelle e Linea condivisa). Il sindaco Bruzzone invece aveva inviato una relazione scritta sull'episodio al prefetto chiedendo di dichiarare la decadenza di tutti e tre i consiglieri. Siri (difeso dall'avvocato Alessandro Sola) ha affermato che aveva tenuto il braccio in quel modo per difficoltà a piegarlo e di essere sempre stato antifascista. Biamonti e Amadei (assistiti dagli avvocati Giacomo Gardella e Mauro Frigerio) avevano spiegato che si era trattato di un "voto scomposto" e non "di saluto romano".
    Per il pubblico ministero Cardona Albini quello dei tre è stato invece un disegno criminoso perché "da consiglieri di minoranza compivano manifestazioni usuali ai gruppi aventi tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione, o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".
   

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