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Quattro medici liguri in Sierra Leone, 'qui sotto coprifuoco'

Quattro medici liguri in Sierra Leone, 'qui sotto coprifuoco'

Imposto dal governo dopo un attacco a un'armeria militare

SANREMO, 26 novembre 2023, 18:03

Redazione ANSA

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© ANSA/EPA

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(v. "Governo Sierra Leone, 'manteniamo..." delle 15,59) "Questa mattina a Lakka in Sierra Leone ci siamo svegliati in un'atmosfera strana: niente traffico e rumori, strade deserte, abbiamo capito dalle news che nella notte c'è stato un tentato colpo di Stato nella capitale Freetown, adesso c'è il coprifuoco in tutto il Paese e aspettiamo di vedere come evolverà la situazione". Così il dottor Roberto Ravera, responsabile della onlus Fhm Italia e originario di Sanremo, descrive la situazione da lui vissuta nello Stato dell'Africa occidentale dopo gli scontri scoppiati nella capitale a seguito di un attacco ad un'armeria militare.
    Il governo della Sierra Leone ha imposto un immediato coprifuoco nazionale.
    La onlus Fhm Italia sta portando avanti un progetto sociosanitario in Sierra Leone e Ravera si trova a Lakka, un sobborgo di Freetown assieme ad altri due medici di Sanremo, Paolo Secondo e Giovanna Morra e a una dottoressa di Genova, Sara Comparini, di una clinica psichiatrica.
    "Un gruppo di ribelli armati ha saccheggiato un presidio militare non molto distante da dove siamo noi - testimonia - ed ha liberato molti prigionieri, che erano detenuti nel carcere di Pademba". Secondo Ravera "la situazione, come dichiarano i comunicati ufficiali, sarebbe sotto controllo. Noi siamo nel nostro compound di Lakka in attesa di capire come evolverà la situazione. L'aria che si respira qui è l'espressione di un Paese fragile nelle sue molteplici strutture, con il 60% della popolazione sotto la soglia della povertà e una disoccupazione, soprattutto giovanile, devastante".
    "L'Africa continua ad essere un continente esposto a questo genere di crisi. - aggiunge - Pensiamoci quando si parla di immigrazione, perché come si può pensare che milioni di persone possano costruire un minimo di benessere in Paesi come questi.
    Bisogna davvero esserci per capire cosa vuol dire". La onlus di Ravera porta avanti progetti nelle carceri minorili, oltre alla realizzazione di una scuola, ambulatori medici e un centro per adolescenti.
   

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