"I ripetuti "i numeri non sono un problema" e "nessun tipo di problema" che si rincorrono da ieri tra le fila della maggioranza regionale, non possono cancellare l'ovvio: la compagine totiana è allo sbando". Lo dichiarano i consiglieri regionali pentastellati del M5S Liguria Fabio Tosi e Paolo Ugolini. "La sensazione è che il consigliere Angelo Vaccarezza, cui certamente non manca l'acume politico, stia prendendo le distanze da "Cambiamo" - dicono gli esponenti M5S -. Una politica, quella degli arancioni, che nel savonese in particolare mostra crepe evidenti: prova ne sono ad esempio le critiche decise di molti sindaci del centrodestra al rigassificatore calato e imposto dall'alto. Liquidare quanto successo ieri, a sorpresa peraltro, con un "sono umanamente un po' deluso e politicamente un po' perplesso" fa sorridere perché lo capirebbe chiunque che i walzer in maggioranza sono tutt'altro che conclusi".
Tosi e Ugolini aggiungono: "Quanti, ad esempio, si sono interrogati su una evidente stortura tra le file del centrodestra? C'è una forza in Regione Liguria che a oggi conta solamente 2 consiglieri, ma, nonostante ciò, esprime ben 2 assessori. I numeri non tornano. La sensazione è che questa storia sia ancora tutta da scrivere e che presto Vaccarezza lascerà "Cambiamo" per confluire in un altro gruppo, sempre della maggioranza ma certamente più vincente di quello totiano perché si sa… il carro dei vincitori è sempre più appetibile".
"In Liguria - commentano i parlamentari Luca Pirondini e Roberto Traversi con la capodelegazione del M5S al Parlamento europeo Tiziana Beghin - chi sta amministrando pensa che basti una festa in piazza per nascondere i tanti problemi che i cittadini vivono quotidianamente sulla loro pelle. Primo fra tutti, la sanità. Ma non basta il Tricapodanno per salvare la sanità che hanno letteralmente devastato. E oggi possiamo tranquillamente aggiungere: non basta nemmeno per salvare la maggioranza, che con le dimissioni di Vaccarezza dal ruolo di capogruppo della lista arancione e la successiva lite pubblica in cui il presidente di Regione gli dà del maleducato, palesa che la compagine si sta sgretolando e che Toti è al capolinea".
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