Primo incontro in Procura a Milano
tra il procuratore Marcello Viola, l'aggiunta Tiziana Siciliano,
a capo del pool che coordina le inchieste sulla gestione
urbanistica della città, e il capo dell'avvocatura del Comune
Antonello Mandarano. Da quanto si è saputo, dopo il colloquio
interlocutorio a cui ne seguiranno altri, è emersa la
disponibilità da entrambe le parti di arrivare ad una
definizione, nell'ambito dei procedimenti e caso per caso, di un
percorso di "giustizia riparativa".
Servirà, da quanto si è appreso, uno sforzo giuridico anche
"creativo", perché l'applicazione dell'istituto della giustizia
riparativa con certe modalità e in questi procedimenti è "un
unicum" a livello nazionale. In sostanza, il Comune e i
costruttori, in particolare, che hanno già manifestato
disponibilità, potrebbero mettere sul piatto il tema del
versamento degli oneri di urbanizzazione, su cui, come venuto
fuori dalle indagini avrebbero ottenuto sconti non dovuti. E non
solo perché, ragionando caso per caso, alcune aree a
disposizione nei cantieri e nei progetti immobiliari, bloccati
dalle indagini, potranno essere riconvertite a servizi per la
cittadinanza. Soldi e servizi, dunque.
Anche in Procura si ragiona sul fatto che bisogna evitare
danni inutili alla città e tenere conto anche degli acquirenti
di quegli immobili nel mirino delle indagini. Tutto ciò, poi,
dovrà passare il vaglio di un giudice nei vari procedimenti. I
giudici dovranno decidere sulle proposte di giustizia riparativa
di indagati e imputati, i costruttori in particolare (le società
non sono imputate ed è un altro tema da risolvere). E dovranno
decidere pure su eventuali richieste di archiviazione o
proscioglimento o di riconoscimento della tenuità del fatto che
arriveranno dai pm.
Anche sul fronte del Comune e degli immobiliaristi, però,
servirà una manifestazione di consapevolezza dei danni causati
con l'aggiramento delle normative, come contestato dalla
Procura.
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