Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino inaugura la stagione autunnale con due grandi mostre: nelle sale espositive l'antologica dedicata ad André Kertész e in Project Room Nuova Generazione, dialogo fra quattro giovani artiste e artisti e gli Archivi Alinari.
Terzo tassello è l'esposizione multimediale permanente La storia della fotografia nelle tue mani, realizzata nella Manica Lunga con fondi del Pnrr e accessibile alle persone cieche e ipovedenti grazie a pannelli visivi e tattili La mostra André Kertész.
L'opera 1912-1982, a cura di
Matthieu Rivallin e Walter Guadagnini, è composta da 150
immagini che ripercorrono la carriera dell'artista ungherese che
Cartier-Bresson considerava il suo maestro: dalle prime
fotografie amatoriali in Ungheria a quelle di Parigi fino agli
scatti negli Stati Uniti. Il percorso è cronologico a eccezione
della prima sala dedicata all'autoritratto ed è stata realizzata
con la Médiathèque du patrimoine di Parigi che conserva gli
oltre centomila negativi donati da Kertész allo Stato.
La mostra Nuova Generazione. Sguardi contemporanei sugli
Archivi Alinari, a cura di Giangavino Pazzola e Monica Poggi,
presenta le opere inedite di quattro giovani artiste e artisti
tra i più promettenti in Italia: Matteo De Mayda, Leonardo
Magrelli, Giovanna Petrocchi e Silvia Rosi. Nella primavera 2024
le opere verranno esposte a Firenze e andranno a far parte degli
Archivi Alinari. "Tutte e due le mostre - sottolinea il
direttore Walter Guadagnini - nascono dalla collaborazione con
altri istituti: la Médiathèque du patrimoine di Parigi e gli
Archivi Alinari. La scelta di Kertész va nella direzione di
continuare la ricognizione sulle grandi figure della fotografia
del '900".
Infine l'esposizione multimediale che nasce nell'ambito di
Open Camera. "E' un progetto - spiega il presidente Emanuele
Chieli - che rientra negli obiettivi che ci siamo dati con il
quinto anniversario guardando al decimo: rendere Camera
accessibile a chiunque cercando di intercettare pubblici
diversi, anche chi è portatore di disabilità. E' una tappa di un
percorso che prevede anche interventi di rinnovamento degli
spazi".
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