Cresce anche in Puglia la
preoccupazione per le ripercussioni dei dazi annunciati dal
presidente americano Donald Trump. I produttori temono un "calo
delle esportazioni".
"Per quel che ci riguarda - spiega l'imprenditore salentino
Matteo Congedi, titolare di una storica azienda che produce olio
extravergine - quello americano copre il 18% (circa 200mila
bottiglie) del nostro mercato e negli anni per consolidarci
abbiamo anche investito per quel che riguarda la parte delle
certificazioni obbligatorie per gli Stati Uniti". "Già
quest'anno - prosegue - parliamo di prezzi molto elevati per il
prodotto olio. Un aumento del 20% dei dazi inciderà molto di più
e causerà una riduzione notevole dei consumi di olio italiano".
Anche il comparto dei vini vede un futuro incerto. "Lavoriamo
con gli Usa da 40 anni e temiamo un calo", spiega Gianni
Cantele, enologo e titolare della omonima azienda di famiglia
che esporta negli Stati Uniti le eccellenze del panorama
vitivinicolo pugliese. Sono almeno duecentomila le bottiglie che
in media dall'azienda Cantele di Guagnano, in provincia di
Lecce, partono ogni anno per gli Stati Uniti. "Si determinerà -
evidenzia l'imprenditore - un grave problema su uno dei mercati
principali al mondo per quel che riguarda il settore
vitivinicolo dove l'Italia è molto rappresentata".
Per Giuseppe Stasi, direttore commerciale di Rosso Gargano,
azienda foggiana che produce conserve alimentari di pomodoro,
"chiaramente c'è preoccupazione per l'introduzione dei dazi ma
siamo in attesa di conoscere la lista precisa dei prodotti su
cui saranno applicati. Cercheremo di modificare il nostro budget
annuale delle vendite puntando anche su altre nazioni per non
perdere fatturato". L'esportazione negli Stati Uniti, per Rosso
Gargano, è iniziata circa 13 anni fa, quando i pelati, tutti i
tipi di pomodoro e i sughi hanno varcato i confini americani,
con un fatturato, per la sola esportazione in America al 30
giugno 2024 di 4 milioni di euro e con con un bilancio di
previsione aziendale 2025 di circa 80 milioni.
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