Scritte ingiuriose e diffamatorie nei confronti del sindaco di Villagrande Striasali, in Ogliastra, Alessio Seoni, sono comparse nella notte tra mercoledì e giovedì sul muro perimetrale della sede distaccata del Comune, nella frazione di Villanova. Il primo cittadino ha presentato denuncia ai carabinieri del paese, che hanno avviato le indagini. "Infame", "comunisti porci", "Villanova dove sei" è il tenore dei messaggi scritti con bombolette spray in rosso e in azzurro, ma anche una croce e frasi per deridere il sindaco. Tutto arriva a un anno esatto dall'elezione di Seoni.
"Francamente non credo ci sia nessuna correlazione con l'anniversario - ha detto all'ANSA il primo cittadino - Ritengo le scritte una cretinata anche se certamente non bisogna sottovalutare perché potrebbero essere l'espressione di una forma di disagio. Spiace che arrivino in una comunità tranquilla che non ha bisogno di inutili tensioni, specie in questo periodo in cui ci sono mille problemi per la pandemia. Per quanto mi riguarda, rispondo con il lavoro di tutti i giorni, come faccio da un anno a questa parte".
"Nel corso di una lunga telefonata - scrive su Facebook il presidente dell'Anci Sardegna Emiliano Deiana - ho espresso al sindaco di Villagrande la solidarietà di tutti sindaci e l'ho invitato ad andare avanti a testa alta nell'amministrazione della cosa pubblica. Nel pur comprensibile turbaamento non si può cedere il passo ai violenti e agli incivili: Anci Sardegna non lascerà solo il sindaco Seoni garantendo la massima collaborazione durante il mandato amministrativo in corso".
Immediata anche la solidarietà e la vicinanza a Seoni dei sindaci ogliastrini. "Le ingiurie fanno sempre male, e bisognerebbe mettersi dalla parte di chi le riceve per capirne la gravità", commenta il primo cittadino di Baunei e consigliere regionale del Pd Salvatore Corrias. "La cosa più triste quando ti candidi dalle nostre parti - è la riflessione del sindaco di Arzana Marco Melis - non è subire un attentato ma metterlo nel conto e vivere sperando che ciò non accada. È una consapevolezza, quasi rassegnazione, che getta ombre sulla solidità della democrazia e sul suo futuro dei piccoli paesi".
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