di Gian Mario Sias
A molta distanza dai fatti, parlando coi giornalisti, avevano in parte rielaborato il loro punto di vista rispetto a quanto riferito a caldo dagli investigatori.
Ora quelle interviste, come altri articoli e dichiarazioni degli ultimi mesi, compreso l'audio della telefonata di un accusato andato in onda su La7, entrano nel fascicolo della vicenda giudiziaria legata all'accusa di violenza sessuale di gruppo che dal 17 luglio 2019 grava su quattro giovani di Genova: Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Ciro Grillo, figlio di Beppe (tutti assenti).
La giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Tempio Pausania, Caterina Interlandi, ha ammesso i nuovi elementi prodotti dall'avvocata Giulia Bongiorno, che rappresenta la ragazza italo-norvegese dalla cui denuncia è scaturita l'indagine su quanto accaduto quella notte nella villetta di Porto Cervo del fondatore del Movimento 5 stelle. Gli avvocati difensori Enrico Grillo, Sandro Vaccaro, Gennaro Velle, Ernesto Monteverde e Mariano Mameli si sono opposti all'ammissione dei nuovi elementi, ma dopo una camera di consiglio di circa un'ora la gup ha superato le loro eccezioni e ha ammesso anche la trascrizione e la traduzione in inglese di una chat vocale tra la vittima e una sua amica norvegese. A questo punto, anche per decidere se optare per eventuali riti alternativi, i legali della difesa - ma in realtà anche quelli di parte civile e l'accusa, rappresentata in aula dal procuratore di Tempio Gregorio Capasso e dalla sostituta Laura Bassani - avranno tempo sino al 20 ottobre per indicare gli elementi probatori per loro rilevanti.
Di quanto depositato si discuterà il 5 novembre, data della prima di due udienze già calendarizzate: la seconda sarà il 12 novembre. Non dovrebbe riguardare questa prima fase processuale l'ipotesi accusatoria di revenge porn, su cui la Procura avrebbe aperto un nuovo filone d'inchiesta. Nonostante il no comment della Procura, una conferma al riguardo arriva dall'avvocata Bongiorno. "C'è stato un rimbalzo di immagini e di video su cui la Procura sta approfondendo", dice. La vittima di revenge porn sarebbe in realtà l'altra ragazza presente quella notte nella villa di Grillo. "L'ho letto stamattina, non so di che cosa si parli", dichiara il suo avvocato, Vinicio Nardo. "Il revenge porn non riguarda i nostri assistiti", dichiarano gli avvocati Gennaro Velle e Sandro Vaccaro, che difendono rispettivamente Corsiglia e Lauria, mentre Enrico Grillo difende Ciro Grillo ed Ernesto Monteverde e Mariano Mameli rappresentano Capitta. "I ragazzi hanno sempre dichiarato a chiare lettere di non aver mai diffuso quei video", tagliano corto. Con la richiesta di rinvio a giudizio, la procura di Tempio accusa Grillo jr e gli altri tre di aver abusato della 19enne e della sua amica. La giovane ha raccontato agli inquirenti di essere stata costretta a bere vodka, quindi stuprata prima dal solo Corsiglia e in un secondo momento anche dagli altri tre ragazzi conosciuti poche ore prima nella discoteca Billionaire. Grillo, Capitta e Lauria sono accusati anche di violenza sessuale nei confronti della seconda ragazza per delle foto oscene scattate mentre lei dormiva. Potrebbero essere proprio quei video al centro del filone d'inchiesta sul revenge porn. "È importante che si ponga la parola fine perché il dolore è tantissimo, ma trascinarsi senza certezze lo amplifica", commenta Giulia Bongiorno a margine dell'udienza. Per Sandro Vaccaro "le indagini non sono state condizionate dalla presenza del figlio di Grillo", mentre secondo Gennaro Velle "anche nei telefoni delle presunte vittime ci sono elementi rilevanti per la difesa".
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