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Matteo Garrone, faccio film vivi

Matteo Garrone, faccio film vivi

Regista, stelle alle sale far tornare pubblico al cinema

CAGLIARI, 24 giugno 2023, 19:44

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Matteo Garrone, pluripremiato regista di Gomorra, Il racconto dei racconti - Tales of Tales, Dogman e Reality dell'ultimo atteso film, Io capitano, in odor di Festival di Venezia, non parla: "Non posso dire nulla" dice più volte al Filming Sardegna Festival dove sta per tenere una master class con gli studenti.
    Ma invece sembra avere l'idea giusta per riportare il pubblico in sala: "E un'idea che può funzionare - dice - di cui ho parlato anche a Luigi Lonigro di 01 e Paolo Del Brocco.
    Credo si debbano differenziare le sale secondo la loro qualità, tanto da avere sale a cinque stesse, tre stelle, due stelle e così via.
    Basta - continua Garrone- fare una commissione che stabilisca la loro qualità così da non far capitare che si paghi un biglietto per scoprire, solo dopo, che lo schermo è poco più grande di quello della TV di casa".
    Cosa è il cinema per Garrone? "Penso di fare un percorso, un viaggio, per raccontare storie. Come diceva Fellini: non esistono film brutti, ma solo film vivi e morti".
    E Matteo Garrone svela poi un suo piccolo segreto: "Quando finisco un film mi lascio sempre aperta una strada per tornare a girare mettendo parte circa un venti per cento del budget. Un tesoretto per fare dei ritocchi e che ad esempio ho usato per L'imbalsamatore di cui ho rigirato, a film finito, ben cinquanta minuti. Era già stato preso a Cannes alla Quinzaine poi mi è venuta un'idea, mentre stavo in motorino, e mi sono rimesso a girare ben cinquanta minuti".
    Infine, per quanto riguarda Io Capitano, il suo ultimo film racconta di due giovani, Seydou e Moussa (gli esordienti Seydou Sarr e Moustapha Fall), scelgono di abbandonare il Senegal per tentare di raggiungere l'Europa, in cerca di lavoro e fortuna.
    Il loro sogno, vede però prima il compimento di un lungo e crudele viaggio nella più totale desolazione e spietatezza: dall'essere prima ammassati in un piccolo pulmino scoperto, al complesso attraversamento a piedi del deserto fino agli orrori dei disumani centri di detenzione in Libia.
   

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