Luigi Bergamin "ha dimostrato di
non aver rielaborato né rinnegato il suo passato", di "non aver
intrapreso alcuna iniziativa positivamente valutabile" verso "i
parenti delle vittime" e per lui sussiste la "pericolosità
sociale" ed è "immutato il rischio di rinnovazione" di "condotte
devianti e contro l'Istituzione statuale". Lo scrive la
Cassazione nel motivare la sentenza con cui ha confermato la
"delinquenza abituale", dichiarata su istanza del pm di Milano
Adriana Blasco, per l'ex "ideologo" dei Pac, condannato per
concorso morale in 2 omicidi e uno dei 10 ex terroristi per cui
i giudici francesi hanno negato l'estradizione.
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