"Abbiamo litigato dalle 19 alle
19.30. Lei mi ha dato un calcio e quando sono caduto le ho
tirato i piedi. Lei è caduta e ha sbattuto la testa contro il
Pata Puta (un blocco di pietra usato per macinare le spezie,
ndr) ed è morta". Così Ahmed Mustak, 44 anni, nel corso del suo
esame nel processo in cui è accusato di avere ucciso il 6 marzo
2023 a Genova la moglie Sharmin Sultana, di 32 anni, e di avere
fatto passare il femminicidio per un suicidio. L'uomo aveva poi
cambiato versione nel 2024 dicendo che era stato un incidente.
"Dopo che ha sbattuto la testa ha iniziato a perdere tanto
sangue. Io ho pulito per venti minuti. Poi l'ho toccata e ho
capito che non respirava più, aveva gli occhi aperti. Non ho
chiamato i soccorsi perché ho avuto paura, nessuno mi avrebbe
creduto".
Mustak, difeso dall'avvocata Vittoria Garbarini, ha spiegato
che uno dei figli ha visto la mamma a terra "ma li ho mandati in
camera. Alle 21 non avevano ancora mangiato così, con il corpo
di mia moglie a terra, ho preparato delle uova e il riso e l'ho
portato ai bimbi in camera. Poi ho pulito di nuovo a terra". Il
resto del racconto ha riguardato le ore successive e la
decisione, presa all'alba, di buttare il corpo della moglie
dalla finestra dopo averlo trascinato con una sciarpa. Agli
investigatori disse che si era uccisa ma anche grazie alle
testimonianze dei figli emerse l'ipotesi dell'omicidio.
Per l'accusa, sostenuta dal pm Marcello Maresca, si tratta
invece di un omicidio volontario: Mustak avrebbe ammazzato la
moglie, con cui già da sette mesi c'erano cattivi rapporti,
perché lei stava sui social e aveva un colloquio di lavoro il
giorno in cui è stata trovata morta. Prima di lui hanno
testimoniato una delle più care amiche di Sharmin che ora vive
in Svezia, da dove si è collegata in video. "Ci sentivamo spesso
e lei mi disse che ogni tanto litigava con il marito per le
spese". Quando provò a contattare l'amica vedendo che non
rispondeva si preoccupò: "Mustak mi disse che si era suicidata.
Ma non mi fidai e contattai la polizia e il centro antiviolenza.
Ero molto preoccupata e volevo sapere come era morta. Il marito
sapeva del colloquio e non voleva".
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