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Consoli, siciliano fra colori dell'isola

Consoli, siciliano fra colori dell'isola

Dal 18/5 per centenario dalla nascita artista deportato in lager

CATANIA, 10 maggio 2019, 11:44

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Pittore sensibile ai temi sociali, scultore alla ricerca di estreme sintesi formali, storico dell'arte, critico e saggista, abile e raffinato disegnatore archeologico. E' "Giuseppe Consoli. Un siciliano fra i colori dell'isola", artista a cui, nel centenario della nascita, a Catania è dedicata una mostra con due esposizioni: a Palazzo della Cultura, dal 18 maggio al 23 giugno, e nell'Auditorium di Mascalucia, suo paese natale, dal 19 maggio al 2 giugno.
    L'iniziativa è curata da Antonio D'Amico, storico dell'arte e conservatore delle raccolte d'arte dei Musei Civici di Domodossola e del Museo Diocesano di Nicosia. La mostra indaga l'opera e la personalità inquieta di questo eclettico artista e intellettuale che ha attraversato buona parte del '900. Dalle stagioni più sofferte - guerra, prigionia, stragi civili e anni di piombo - a quelle più esuberanti post-belliche. In mostra circa 60 opere, tra oli e disegni, tele, tavole e carte, realizzate da Giuseppe Consoli dagli anni '40 fino alla fine degli '80. Spicca, per umanità concitata e drammatica, 'Lacrimogeni a Mussomeli', un olio del 1954 con cui l'artista ferma sulla tela, a futura memoria, una delle stragi siciliane dimenticate. Il soggetto trae spunto da un orribile fatto di cronaca: l'aggressione con i lacrimogeni, da parte delle forze dell'ordine, nei confronti di migliaia di cittadini di Mussomeli (CL) esasperati per la cronica mancanza di acqua e l'aumento delle tasse. Quattro i morti nella calca, ventisette le condanne al termine del processo il cui pubblico ministero era Gaetano Costa, assassinato decenni dopo dalla mafia.
    Tra i disegni esposti al Palazzo della Cultura di Catania, anche gli schizzi dei due anni nei lager nazisti, da soldato.
    Liberato dagli inglesi nel '45, Consoli riesce a portare con sé quei disegni realizzati con strumenti di fortuna durante la prigionia: ritratti di internati e persone a loro care che consentono a lui e ai compagni di cella di sopravvivere e al contempo documentano il degrado e l'umiliazione subita.
   

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