Si ricompone il Trittico di Santa
Chiara nella Pinacoteca Nazionale di Siena esposto da oggi nella
sala del Duecento. L'iter di ricomposizione trae origine da
un'intuizione dello storico dell'arte Miklos Boskovits che ebbe
l'idea di accostare la Madonna con Bambino della Galleria
dell'Accademia di Firenze con i due sportelli con storie di
santi della Pinacoteca Nazionale di Siena.
Le prime proposte di ricomposizione e di relazione fra i due
musei si ebbero circa 20 anni fa e già in passato le due
gallerie avevano lavorato attivamente per esporre le due opere
nella stessa sede. Il progetto prende finalmente forma. La parte
centrale conservata presso la Galleria dell'Accademia di
Firenze, raffigurante la Madonna in trono, è stata trasportata a
Siena dove verrà conservata in un deposito di lungo periodo e
affiancata dalle due parti laterali con storie di santi già
esposte nella sala 2 della Pinacoteca, dove si trovano altre
opere di pittori protagonisti del Duecento senese.
La Madonna con Bambino, attribuita a Guido da Siena, è
raffigurata secondo l'iconografia bizantina dell'odigitria, con
la Vergine che indica il figlio, seduta su un trono dalla
struttura sontuosa, mentre negli sportelli laterali, riferiti a
Dietisalvi di Speme, le scene relative a San Francesco e Santa
Chiara vengono messe in parallelo ai martirii di San Bartolomeo
e di Santa Caterina d'Alessandria, legando così i santi
contemporanei a quelli dei primi secoli della cristianità.
Il dipinto proviene probabilmente dal monastero di Santa
Petronilla, sede senese delle Clarisse, come suggerisce la
presenza dei due francescani. I punti di giuntura della parte
centrale combaciano esattamente con quelli degli sportelli
laterali e questo elemento è stato molto importante per
attribuire le parti a una stessa opera, in quanto i dipinti
medievali erano diversi fra loro e le dimensioni variavano
abitualmente.
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