(di Francesca Chiri)
La memoria delle foibe sarà celebrata
e tramandata in un Museo del Ricordo a cui il governo ha deciso
oggi di dare il via. Il Consiglio dei ministri, su proposta
della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro
della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha approvato il disegno di
legge che istituisce il museo che avrà il compito di "conservare
e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte
le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli
istriani, fiumani e dalmati". Il Museo avrà sede a Roma e dovrà
anche "ricostruire e narrare la storia degli italiani
dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia e della più complessa
vicenda del confine orientale italiano".
"La realizzazione del Museo è un dovere storico verso gli
esuli istriani, fiumani e dalmata che hanno subito la dittatura
comunista di Tito. Queste tragedie non devono essere
dimenticate" ma "conosciute dalle nuove generazioni" spiega il
ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
Per la sua istituzione il disegno di legge approvato prevede
che siano impiegati in totale 8 milioni di euro (3 nel 2024, 3
nel 2025 e 2 nel 2026) e per il suo funzionamento è prevista una
spesa annua di 50mila euro.
Per gestire il Museo sarà costituita dal ministero della
Cultura una Fondazione, partecipata, oltre che dal Mic, a cui
spetterà anche la vigilanza, dalla Regione Lazio e altri
soggetti pubblici e privati. "Roma, Capitale d'Italia, e il
Lazio, divengono custodi e promotori di una doverosa memoria
collettiva e nazionale" sottolinea anche il presidente della
Regione Lazio, Francesco Rocca.
"A Basovizza quest'anno ci inginocchieremo con un elemento in
più per ricordare sempre il dolore e la violenza perpetrata sui
nostri connazionali" commenta per il governo anche il ministro
per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Sentito il
ringraziamento ai colleghi dell'esecutivo della sottosegretaria
al Mef e deputata di FdI, Lucia Albano: "Il mio è anche un
ringraziamento personale, perché tra le migliaia di italiani
costretti all'esilio c'era anche mio padre".
Mette l'accento sul "buco nero" della storiografia la
senatrice di FdI, sottosegretaria alla Difesa, Isabella Rauti,
che giudica quindi "molto significativo che la prima firma del
provvedimento" sia di Meloni e Sangiuliano. E plaude il senatore
di Forza Italia, Maurizio Gasparri: "Per troppo tempo si è
taciuto sul dramma vissuto da chi fu costretto a lasciare la
propria casa e la propria terra dai comunisti titini". Il
capogruppo di FdI alla Camera, Tommaso Foti, rimarca invece
quanto ancora quella ferita sia viva: "Neanche poche settimane
fa a Podpec sono stati distrutti i mezzi di una troupe Rai che
svolgeva un servizio su questa pagina drammatica".
Il museo sarà a Roma e non a Trieste, o in Friuli, "perché
pone simbolicamente nella Capitale il ricordo di un tragedia che
non è solo di una piccola porzione di confine o di quel che
resta dell'esodo del popolo giuliano dalmata, ma è patrimonio di
tutta la nazione italiana" spiega poi il senatore di FdI,
Roberto Menia. E mentre il presidente della Commissione Cultura
della Camera di FdI, Federico Mollicone, invita "le nuove
generazioni" a "continuare a fare luce su questa importante
parte della storia italiana", l'unica voce fuori dal coro del
centrodestra è quella di Giovanni Barbera, membro del comitato
politico nazionale di Rifondazione Comunista. "Utilizzare il
fenomeno delle foibe per trasformarlo impropriamente in una
sorta di shoah italiana, non è solo un clamoroso falso storico,
ma - sostiene - è anche una chiara operazione politica per
sminuire il ruolo della lotta di Resistenza e il suo carattere
popolare, con lo scopo di cancellare le radici antifasciste
della nostra Repubblica".
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