La ricostruzione, attraverso gli
strumenti delle Digital Humanities, della collocazione
originaria del Crocifisso di Donatello a inizio 400 è uno dei
risultati ottenuti dalla collaborazione scientifica tra Opera di
Santa Croce e Università di Firenze che ha permesso di
comprendere al meglio gli aspetti storico-artistici e
architettonici due-trecenteschi del complesso, facendo compiere
una sorta di viaggio nel tempo.
Dal 2019, anno del rapporto con i centri di ricerca e con
l'Università di Firenze, restituita anche la classificazione ad
alcune vetrate, attribuendo a Giotto la raffigurazione di Mosè,
Davide, Aronne e Salomone, nella parte inferiore della bifora
centrale della Cappella Maggiore. Approfondite poi le
caratteristiche della prima Santa Croce, molto più piccola di
quella attuale, i cui resti sono tornati alla luce nel corso dei
lavori di scavo condotti nel 1967. Sempre attraverso i Digital
Humanities è stata effettuata la sorprendente ricostruzione
virtuale del tramezzo monumentale, realizzato nella metà del
Trecento, che divideva la basilica in due parti, una destinata
al popolo l'altra alla numerosa comunità francescana.
Tra i risultati della collaborazione - presentati dal
segretario generale dell'Opera di S.Croce Stefano Filipponi,
dalla rettrice dell'Università Alessandra Petrucci e dai docenti
Fulvio Cervini (Sagas) ed Emanuela Ferretti (Dida) - anche
quelli sui rilievi digitali condotti negli ambienti ipogei della
basilica, delineando inedite ipotesi strutturali. Per la prima
volta si è arrivati alla rappresentazione grafica del tramezzo e
della sua collocazione all'interno della basilica attraverso due
fasi di lavoro, quella del rilievo digitale e l'altra di
modellazione virtuale. È stato possibile ricollocare
virtualmente le opere d'arte che si presume costituissero
l'arredo del tramezzo e connetterle visivamente con l'ambiente
circostante. Le ricerche condotte fanno ipotizzare che fossero
tre le opere collocate al piano superiore del tramezzo: al
centro il grande Crocifisso del Maestro di Figline (oggi al
centro dell'altare maggiore), sulla sinistra la Pala Bardi di
Coppo di Marcovaldo con le sue Storie di San Francesco e a
destra la Maestà del Maestro di Figline. Gli studiosi indicano
anche la possibile presenza della Stimmatizzazione di San
Francesco di Taddeo Gaddi, oggi all'Harvard Art Museum (Sati
Uniti).
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