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Barocco globale, quando Roma incontra il mondo

Barocco globale, quando Roma incontra il mondo

La mostra curata da Cappelletti e Freddolini, fino al 13 luglio

ROMA, 03 aprile 2025, 13:41

Redazione ANSA

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All'inizio è un busto in marmi policromi, quello che nel 1608 il Papa commissionò per omaggiare Antonio Manuel Ne Vunda, ambasciatore del Congo che dopo un viaggio di quattro anni per raggiungere Roma morì appena arrivato, nel giorno dell'Epifania e fu sepolto, primo uomo africano, nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. Un prestito eccezionale, autorizzato dal Santo Padre in persona, che apre la mostra 'Barocco globale. Il mondo a Roma nel secolo di Bernini', a cura di Francesca Cappelletti e Francesco Freddolini, che dal 4 aprile e fino al 13 luglio sarà alle Scuderie del Quirinale per raccontare, attraverso capolavori di Van Dyck, Poussin, Pietro da Cortona ma anche documenti e oggetti di rara bellezza, una serie infinita di meravigliose storie del momento in cui la capitale della cristianità fu travolta da quella che oggi chiameremmo globalizzazione. "Con questa mostra - spiega il direttore delle Scuderie Matteo Lafranconi - vogliamo partecipare alla programmazione dell'anno del Giubileo, col soccorso della Galleria Borghese che aveva ideato il progetto ora espanso in metri quadrati. Lo scopo è quello di rappresentare molte storie della missione di Roma in rapporto all'espansione del potere della chiesa, oggi leggibile con le dinamiche della globalità. Vediamo rispecchiarsi a Roma, nelle opere esposte, dal Medio Oriente alla Cina, dal mondo islamico, fino al Giappone e alle nuove Americhe. Tutto il mondo arriva a Roma. Così come accade con il Giubileo".
   

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