Edizioni complete e
riduzioni illustrate per bambini, fumetti e trascrizioni in
braille, in italiano e in varie lingue del mondo, pure in
dialetto: c'è un Pinocchio in russo tradotto da Tolstoj, per
esempio, oppure le avventure del celebre burattino in bergamasco
o in sardo (Is contus de Opineddu). Sono le opere della
collezione di 950 volumi, raccolti tra il 1902 e il 2010,
tutti incentrata su Pinocchio, donata alla Fondazione Carlo
Collodi di Pescia (Pistoia). Si tratta della raccolta iniziata
dall'avvocato Oddo Marinelli, membro dell'Assemblea Costituente
italiana e giornalista, continuata poi dal nipote Alberto Volpe.
Marinelli (Ancona 1888-1972), si spiega dalla Fondazione,
"doveva avere una grande passione per il burattino di Collodi,
tanto che fu tra i promotori della realizzazione della statua di
Pinocchio ad Ancona, opera dell'artista Vittorio Morelli
inaugurata il 30 maggio del 1954. La collezione fu poi ampliata
dal nipote Alberto Volpe, medico - scomparso nel 2010, "punto di
riferimento della medicina legale delle Marche centrali e membro
del Bureau medico internazionale per il riconoscimento dei
miracoli di Lourdes" - a cui passò iure hereditatis. Dopo la
scomparsa di Volpe, il legale degli eredi - avvocato Francesco
Bernabucci - ha preso contatto con la Fondazione Collodi,
informandola della donazione della collezione che viene così
messa a disposizione degli studiosi di Carlo Lorenzini e di
Pinocchio. I testi catalogati saranno collocati all'interno
della Biblioteca Collodiana, dove la Fondazione conserva tutte
le opere di Lorenzini e un'infinità di edizioni de Le avventure
di Pinocchio: dal racconto pubblicato a puntate nel Giornale dei
bambini nel 1881 (e la prima edizione del 1883) fino a opere
contemporanee, in tutte le lingue.
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