Si chiamerà 'Orville Press' il nuovo
marchio editoriale ideato da Matteo Codignola, dopo molti anni
di lavoro per la casa editrice Adelphi della quale ha
contribuito a disegnare, in vari ruoli, il profilo editoriale.
Sarà la Garzanti, grazie al coordinamento editoriale di Paolo
Zaninoni, a sostenere il nuovo progetto, che arricchisce la
proposta editoriale della società fondata nel 1939 da Aldo
Garzanti e parte del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, a partire
dalla sua fondazione nel 2005. "Orville Press è ancora un
oggetto volante non identificato, proprio come la strana
macchina che abbiamo voluto come logo, e che quando si staccò
dal prato di Kitty Hawk non aveva neanche un nome, anche se
Orville Wright gliene trovò uno preso dal suo mestiere
precedente, la tipografia: Flyer. Da lì in poi andò tutto
piuttosto bene, mi sembra. L'obiettivo di questi libri sarà
peraltro abbastanza simile a quello di Orville: volare sul
paesaggio circostante, quanto basta per vederlo da una
prospettiva inattesa" spiega Matteo Codignola che ha tradotto
tra gli altri Mordecai Richler, Patrick McGrath, Patrick Dennis,
William Langewiesche, John McPhee. Il suo più recente romanzo è
'Cose da fare a Francoforte quando sei morto' (Adelphi 2021). Il
progetto prevede la pubblicazione di autori italiani e stranieri
e si muoverà in campi molto diversi fra loro, dalla scienza allo
spettacolo, dalla fotografia all'arte, allo sport, oltre alla
narrativa e al reportage. Le prime uscite sono previste per
l'inizio del 2023. Due i titoli in uscita a febbraio. Il primo,
'Box Hill' è il racconto molto esplicito dell'amore fra un
ragazzo e un biker parecchio più grande di lui. Per raccontare
questa storia Adam Mars-Jones ha deciso che l'unica chiave
possibile fosse incrociare due dei suoi modelli letterari, Jean
Genet e Alan Bennett. Il risultato è un incrocio forse ancora
più sorprendente, se letto oggi: quello fra un memoir e il
racconto di una lunga e gloriosa stagione, in cui essere gay
significava prima di tutto partecipare a una rivolta consapevole
e euforica contro qualsiasi convenzione e qualsiasi idea
ricevuta. Il secondo titolo è 'La tempesta è qui' di Luke
Molgelson, un lungo reportage - il primo di questa portata -
sull'America profonda e in gran parte ancora sconosciuta che ha
condotto Donald Trump prima alla Casa Bianca e poi, il 6 gennaio
del 2021, contro il Campidoglio.
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