"Messaggi dal pianeta Terra ne
arrivano, ma noi facciamo finta di non sentirli perché non ci fa
comodo. Ora, per la pandemia, ci siamo dovuti fermare e ci siamo
accorti che basta allentare un pochino il passo e la nostra
pressione perché la terra torni a respirare. Non ci servirebbe
altro". Parola dello scrittore Erri De Luca, intervenuto oggi
nella maratona streaming "Cosa ci dice la terra", organizzata da
National Geographic per celebrare il 50/o anniversario
dell'Earth Day.
"In montagna spesso mi è capitato di vivere un sentimento di
insignificazione, che fa bene davanti a tanta grandezza e
meraviglia", racconta De Luca, protagonista insieme
all'alpinista e scrittrice Nives Meroi del panel Come cambierà
la montagna, moderato da direttore dell'edizione italiana del
mensile National Geographic, Marco Cattaneo. "Mi sono sentito un
intruso - dice - non invitato, perché a volte la montagna ti
dice 'no, di qui non si passa'".
E tra racconti di grandi avventure alla conquista delle vette,
ma anche della desolazione davanti ai rifiuti con cui i più
scellerati turisti dell'alpinismo deturpano cammini, cime e
natura, oggi, dopo lo scoppio del Coronavirus e tanto isolamento
forzato, c'è una lezione che possiamo imparare? "Noi questa
sensazione di isolamento l'abbiamo sperimentata già tante volte
- risponde la Meroi - E' auspicabile davvero che qualcosa ci
rimanga. A de esempio, che abbiamo passato il nostro tempo a
costruire muri per difendere il nostro stile di vita e ora ci
ritroviamo messi in prigione da un nemico che neanche si vede.
Questa è una delle cose che dovrebbero rimanere nelle mente di
tutti noi".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA