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Earth Day: Erri De Luca, non ascoltiamo messaggi Terra

Earth Day: Erri De Luca, non ascoltiamo messaggi Terra

Scrittore a maratona National Geographic con Nives Meroi

ROMA, 22 aprile 2020, 20:22

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Messaggi dal pianeta Terra ne arrivano, ma noi facciamo finta di non sentirli perché non ci fa comodo. Ora, per la pandemia, ci siamo dovuti fermare e ci siamo accorti che basta allentare un pochino il passo e la nostra pressione perché la terra torni a respirare. Non ci servirebbe altro". Parola dello scrittore Erri De Luca, intervenuto oggi nella maratona streaming "Cosa ci dice la terra", organizzata da National Geographic per celebrare il 50/o anniversario dell'Earth Day.
    "In montagna spesso mi è capitato di vivere un sentimento di insignificazione, che fa bene davanti a tanta grandezza e meraviglia", racconta De Luca, protagonista insieme all'alpinista e scrittrice Nives Meroi del panel Come cambierà la montagna, moderato da direttore dell'edizione italiana del mensile National Geographic, Marco Cattaneo. "Mi sono sentito un intruso - dice - non invitato, perché a volte la montagna ti dice 'no, di qui non si passa'".
    E tra racconti di grandi avventure alla conquista delle vette, ma anche della desolazione davanti ai rifiuti con cui i più scellerati turisti dell'alpinismo deturpano cammini, cime e natura, oggi, dopo lo scoppio del Coronavirus e tanto isolamento forzato, c'è una lezione che possiamo imparare? "Noi questa sensazione di isolamento l'abbiamo sperimentata già tante volte - risponde la Meroi - E' auspicabile davvero che qualcosa ci rimanga. A de esempio, che abbiamo passato il nostro tempo a costruire muri per difendere il nostro stile di vita e ora ci ritroviamo messi in prigione da un nemico che neanche si vede.
    Questa è una delle cose che dovrebbero rimanere nelle mente di tutti noi".
   

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