Debutta martedì 14 novembre al Teatro
della Tosse, in prima nazionale, "Amletto", testo e regia di
Emanuele Conte, protagonista unico Enrico Campanati. Le luci
sono di Matteo Selis, i costumi di Daniela De Blasio. "Amletto"
è uno spettacolo che parla di memoria, di vita e di morte. E,
soprattutto, parla molto di teatro. Emanuele Conte e Enrico
Campanati collaborano da anni. In questo spettacolo, per la
prima volta, si trovano completamente soli e questo incontro ha
guidato il testo in una precisa direzione con l'idea di parlare
sì di Amleto, ma, nello stesso tempo, di riflettere sulle
emozioni, i ricordi di palcoscenico, in una visione anche intima
e personale. Lo spettacolo, dunque, si apre con il personaggio
sul letto di morte. E' Amleto, naturalmente, ma potrebbe essere
un vecchio attore la cui mente è affollata dalle parole, dalle
voci di tutti i personaggi della tragedia shakespeariana, da lui
interpretata nel corso di una lunghissima carriera: Orazio,
Claudio, Polonio, lo stesso Amleto.
Brandelli di dialogo dell'Amleto vengono a galla senza un
vero ordine cronologico, rendendo tutto simile a un sogno o
forse a un incubo. L'incubo peggiore di ogni attore è quello di
dimenticare: e proprio per non perdersi il protagonista si
attacca disperatamente ai versi di Shakespeare.
Il letto-teatro della sua ultima rappresentazione incombe sul
pubblico, mentre il protagonista che sente di essere arrivato
alla scena finale della sua esistenza cerca di mettere ordine
tra i suoi ricordi collocando ogni cosa al posto giusto, senza
perdere serenità.
Il testo nasce anche da vicende realmente vissute dal suo
protagonista Enrico Campanati, che sono state riprese e
drammatizzate da Emanuele Conte che ha scritto un testo
caratterizzato da molti registri, compreso un gusto ironico che
affiora in alcuni episodi. Lo spettacolo prodotto dal Teatro
della Tosse resterà in scena fino al 19 novembre.
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