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Beko ribadisce centralità Italia. Fiom, domani sciopero

Beko ribadisce centralità Italia. Fiom, domani sciopero

Urso, 'secondo tempo per risolvere la situazione' A gennaio nuovo incontro

ROMA, 10 dicembre 2024, 18:02

Redazione ANSA

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Beko Europe "ha confermando integralmente il piano di trasformazione delle attività italiane presentato al governo e alle parti sociali lo scorso 20 novembre", risultato "di una revisione complessiva delle attività europee dell'azienda, in conformità con il quadro legale e normativo".

Sul piede di guerra comunque i sindacati con la Fiom che annuncia sciopero. Il ministro alle Imprese Adolfo Urso spiega che ci sarà "un secondo tempo supplementare per risolvere la situazione" con un nuovo round di confronto già previsto per gennaio.

L'azienda in una nota, diffusa al termine dell'incontro che si è svolto oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy spiega che "L'obiettivo primario di Beko Europe - si legge - è mantenere una presenza manifatturiera ed operativa stabile e di lungo periodo nel continente e, in particolare, in Italia".  Nel corso dell'incontro, l'azienda spiega di aver ribadito "la centralità dell'Italia nella propria strategia globale come centro di eccellenza per il cooking, includendo le attività di ricerca e sviluppo (R&D) e di design industriale, con un investimento previsto di 110 milioni di euro per la produzione di piani cottura, forni e microonde da incasso". Inoltre "ha confermato la disponibilità a proseguire il dialogo con le istituzioni e le parti sociali per definire le modalità e le tempistiche di attuazione, nell'ottica di individuare soluzioni condivise che tutelino il più possibile le persone coinvolte".

"Nell'ottica della più ampia collaborazione, per l'individuazione di una soluzione che possa garantire un futuro alle attività interessate - si legge ancora nella nota -, Beko Europe si impegna a mantenere le produzioni attive e a continuare ad assorbire le significative perdite generate dai siti fino alla fine del 2025, e a continuare la discussione a livello nazionale e locale al fine di agevolare l'individuazione della miglior soluzione possibile". 

“Nell'incontro di oggi al Mimit il ministro, aprendo i lavori dopo un excursus storico sulle società  dell'elettrodomestico, ha ribadito che la golden power e le sue deterrenze rimangono un segreto di stato inviolabile.

Sembra un gioco, ma è così. Pertanto in attesa di comprendere quale deterrenza contenga il provvedimento segreto, l'azienda ha ribadito il suo piano di ‘graduale dismissione’, con i medesimi argomenti delle precedenti puntate, evidenziando perdite in milioni di euro a ‘tre cifre’ e che si traducono nei 1.935 esuberi dichiarati, con la chiusura di due siti, dichiarano in una nota Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e Alberto Larghi, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil del settore degli elettrodomestici.

Per la Fiom il piano è inaccettabile e va come tale respinto. Siamo pronti ad una discussione solo se il presupposto di partenza è il rilancio e la salvaguardia dei siti, con chiare missioni produttive, sostenute da investimenti, garantendo un futuro occupazionale ai territori interessati. L'azienda deve presentare un nuovo piano industriale, non può presentarsi tre mesi dopo l'acquisizione e voler dimezzare i dipendenti. Non lo consentiremo.

Il Governo deve passare dagli annunci ad effetto, ad una proposta accompagnata da risorse economiche vere a sostegno anche diretto dell'industria, per concorrere alla sostenibilità nella competizione globale.

La nostra mobilitazione prosegue con lo sciopero di tutta la categoria di domani a Varese e di venerdì a Siena”.

Un secondo tempo supplementare all'azienda Beko per dimostrare di voler puntare davvero sull'Italia, presentando un piano industriale in linea con le prescrizioni della Golden Power perché quello attuale non è accettabile. È questa la conclusione alla quale si è giunti al termine del tavolo Beko, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, con il sottosegretario alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto, alla presenza dei rappresentanti delle Regioni Marche, Toscana e Lombardia, degli Enti locali, dell'azienda e dei sindacati.

“Prima di chiudere la vicenda applicando i poteri sanzionatori, o addirittura inibitori, previsti dall’esercizio della Golden Power, che abbiamo subito posto in essere, penso sia bene dare un secondo tempo supplementare all’azienda, in quanto il primo non è stato utilizzato come noi tutti auspicavamo. L'azienda presenti un piano industriale assertivo, che preveda investimenti significativi in Italia e un piano produttivo e occupazionale che corrisponda alle prescrizioni introdotte dal governo, sia per quanto riguarda la sovrapposizione con gli altri stabilimenti Whirlpool in Europa, sia con quelli di Beko in Romania”, ha dichiarato il ministro Urso. "Un vero piano industriale che valorizzi i marchi storici italiani, ambizioso sul piano produttivo e occupazionale e sostenibile nel tempo come hanno chiesto tutte le forze sindacali, le Regioni e i Comuni presenti all'incontro", ha aggiunto. 

Il confronto tra ministero, azienda, sindacati e istituzioni locali è quindi aggiornato al mese prossimo, termine entro cui la proprietà dovrà sottoporre al tavolo un nuovo piano industriale.

 

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