Unificare i contibuti nei Paesi dell'Unione Europa è possibile.
Questo è stato uno dei temi al centro della conferenza stampa sul diritto del lavoro all'estero, organizzata da Simone Billi, deputato Lega della Circoscrizione Estero-Europa e capogruppo in Commissione Esteri della Lega, insieme a due avvocati del gruppo di consulenza Mazars, Matteo Pollaroli e Chiara Favaloro.
Oltre a questo si è
discusso anche dell'importanza dell'iscrizione all'Aire e dello
smart working.
"Oggi abbiamo discusso di smart working per gli italiani, sia
che lavorano all'estero e che lo fanno in parte in Italia, sia
per gli italiani che possono farlo dall'estero su Paesi diversi.
Atre questioni - ha spiegato Simone Billi - sono quelle legate
alla previdenza, e quindi al sistema pensionistico, come
riuscire a far unificare i contributi in vari Paesi europei.
Oggi abbiamo chiarito che è possibile farlo in funzione
chiaramente della legislazione del Paese dove una persona
risiede e lavora, in funzione anche del caso specifico. Abbiamo
parlato anche dell'obbligatorietà dell'Aire - ha sottolineato il
leghista - in quanto è obbligatoria per legge ma non prevede
delle sanzioni specifiche. Io metto sempre in guardia gli
italiani che me lo chiedono. Il rischio è che si debba pagare la
doppia imposizione fiscale, sia nel Paese in cui si lavora sia
in Italia, perché se non si è iscritti all'Aire l'agenzia delle
entrate può scoprire la persona che lavora all'estero che non è
iscritta e chiedere il pagamento delle tasse non solo nel paese
di residenza, ma anche in Italia. Quindi è un grosso rischio che
un italiano all'estero non deve correre e quindi l'iscrizione
all'Aire deve essere effettuata al più presto".
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