(di Paolo Verdura)
Il calo dell'inflazione ha
rallentato la corsa dei ricavi della grande distribuzione nel
2024. Secondo l'indagine dell'Area Studi di Mediobanca i ricavi
delle catene sono saliti del 3% a 112,88 miliardi, dopo un
biennio in cui l'aumento dei prezzi ha spinto le vendite del
7,6% nel 2022 e del 7,7% nel 2023.
Nel 2023 l'aggregato dei maggiori gruppi italiani della Gdo a
prevalenza alimentare aveva realizzato 109,6 miliardi di
fatturato Iva esclusa, di cui 14,7 miliardi in capo a operatori
a controllo estero, che hanno coperto il 13,4% del totale. Tra
il 2019 e il 2023 le vendite sono aumentate invece del 28%, con
un tasso medio annuo del 6,4%.
Hanno raggiunto i massimi dal 2019 i margini, mentre gli
investimenti sono cresciuti del 18,7% nel biennio 2022-2024.
Proprio sull'importanza dell'adeguamento della rete, che in
Italia risulta essere ancora piuttosto frammentata, hanno posto
l'accento alcuni manager delle diverse catene nel corso di una
presentazione in via Filodrammatici: dal direttore generale di
Conad Francesco Avanzini al suo omologo in Coop Italia Domenico
Brisigotti, dal presidente di Lidl Italia Massimiliano Silvestri
al direttore generale di Selex Daniele Tasca, insieme a Giovanni
Arena, amministratore delegato dell'omonimo gruppo e presidente
di VéGé, Laura Gabrielli, presidente dei Magazzini Gabrielli e
Giangiacomo Ibba, amministratore delegato di Crai Secom.
E' proseguito nel 2023 il testa a testa tra Conad e Coop, i
due grandi consorzi di cooperative di imprenditori il primo e di
consumatori il secondo. La maggior cooperativa italiana nel 2023
è stata Pac 2000 A (gruppo Conad) con ricavi per 4,63 miliardi,
seguita da Coop Alleanza 3.0 a 4,12 miliardi. Al terzo posto si
è piazzata Conad Nord Ovest a 3,1 miliardi, seguita da Unicoop
Firenze a 2,96 miliardi.
Nel quinquennio 2019-2024 il costo del lavoro dei gruppi
nazionali ha rappresentato mediamente il 9,8% del fatturato, con
una crescita dello 0,2 % nel 2024, in concomitanza con il
rinnovo del contratto nazionale. La novità di quest'anno è che
si è ridotta la differenza di velocità di crescita tra i
discount, saliti del 9,2% dal 2022, e gli altri operatori
tradizionali, in crescita del 7,3% nel biennio. Ancora elevato
all'85,4% il controllo famigliare sulle aziende, con 3
amministratori su 4 azionisti. Si riduce di 3,8 anni la loro
età media, mentre le quote rosa nei Cda sono salite dal 16,7 al
19,9%.
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