Turismo in ascesa e difficoltà di
quasi un'impresa su due del settore a reperire personale. Un
paradosso secondo Cisl Marche e Fisascat-Cisl Marche che puntano
il dito sulle condizioni offerte per il lavoro stagionale "che
non sono più attrattive per i giovani: retribuzioni inadeguate,
orari insostenibili senza giorni di riposo garantiti e assenza
di prospettive di crescita professionale". I dati parlano
chiaro: la retribuzione media annua nel settore è di 19.041 euro
per il comparto dell'alloggio e scende a 13.643 euro per la
ristorazione, "situazioni che rendono impossibile costruire un
progetto di vita dignitoso". Fondamentale, dunque, la
contrattazione collettiva di secondo livello, puntando su tre
asset fondamentali: formazione professionale preventiva;
garantire organizzazione del lavoro sostenibile, con turni
equilibrati e riposi certi, anche nel picco della stagione;
destagionalizzazione. "È fondamentale valorizzare le
potenzialità delle località che già nel 2024 hanno registrato i
maggiori flussi turistici nella regione: Senigallia (225.317
arrivi e 1.013.443 presenze), Pesaro (263.123 arrivi e 948.257
presenze) e San Benedetto del Tronto (169.414 arrivi e 825.385
presenze). Promuovendo queste destinazioni anche in primavera e
autunno attraverso eventi culturali, sportivi e percorsi
enogastronomici, si potrebbero distribuire meglio i flussi
turistici durante l'anno e offrire rapporti di lavoro più
stabili e continuativi". Secondo le parti sociali, "il tempo
delle mezze misure è finito: o si investe nella qualità del
lavoro o si rischia il declino di un settore potenzialmente
trainante per l'economia regionale", concludono.
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