"In un mondo dell'avvocatura nel
quale emergono un calo del numero degli iscritti (soprattutto
avvocate), generalizzato invecchiamento della professione (età
media 49 anni), diffusa insoddisfazione della propria situazione
professionale (un avvocato su tre ha pensato di abbandonare la
professione), difficoltà economiche e professionali e una netta
diminuzione di iscritti a giurisprudenza e praticanti, tocca ai
giovani avvocati guidare il cambiamento. A differenza dei
colleghi più anziani, ancorati a modelli tradizionali, i giovani
manifestano infatti una maggiore apertura verso nuove forme di
aggregazioni professionali, con fatturato tendenzialmente più
aperto ad una dimensione sovralocale e nell'ambito dell'attività
stragiudiziale (consulenza ed assistenza). È questa la strada da
percorrere".
Lo afferma il presidente dell'Aiga (Associazione italiana
giovani avvocati) Carlo Foglieni, commentando il rapporto
sull'avvocatura del 2025 di Cassa forense-Censis, sostenendo che
l'associazione dei legali under45 "è pronta a farsi portavoce di
questo cambiamento con una serie di proposte che porta avanti da
anni e che auspichiamo possano essere concretizzate nella nuova
Legge professionale".
"Penso - aggiunge - alla rete tra professionisti, al superamento
dell'attuale sistema delle incompatibilità, alla competenza
esclusiva degli avvocati per l'attività stragiudiziale, alla
riforma dell'accesso con reintroduzione del patrocinio
abilitativo e riforma dell'esame di Stato, alla regolamentazione
del rapporto di collaborazione in regime di monocommittenza, al
compenso minimo per i praticanti e al bando di Cassa forense per
l'assegnazione di contributi per percorso formativo praticanti.
Proposte che arrivano da esigenze reali e che potrebbero
accompagnare l'avvocatura verso il futuro", chiude Foglieni.
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