Sulla nomina di Geronimo La Russa nel Cda del Piccolo "l'unica osservazione che ho è che nelle nostre scelte nel passato, nel presente, lo faremo anche nel futuro, ci mettiamo persone che hanno un percorso nell'ambito culturale certificato.
Perché il Piccolo è un punto di arrivo e da questo punto di vista ho delle remore". Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Bicocca. "Però è chiaro che il Piccolo si regge sul contributo di vari soci, tra cui il governo, per cui - ha aggiunto Sala - io non posso che accettare questa decisione che è totalmente legittima" e comunque "cerco di non essere mai preconcetto, in particolare rispetto a Geronimo La Russa ho anche dimostrato in passato di non esserlo". In queste ore "ho ricevuto tanti messaggi di una protesta un po' sommersa rispetto a questa nomina", però "torniamo un po' al solito punto: c'è una parte della sinistra milanese che fa un po' del brontolio e un po' di distinguo la sua cifra". Ma "finché c'è Beppe Sala che fa da parafulmine dell'universo mondo si va avanti. In politica - ha continuato il sindaco - bisogna esprimere idee ma la cosa più importante è vincere. Se non si vince poi succede quello che stiamo vedendo". Nel Paese "c'è un'occupazione da parte del centrodestra in tutti i ruoli. Stiamo attenti perché tre anni sono lunghi ma passeranno anche" e si deve trovare "una formula per essere veramente coesi - ha concluso Sala - e non sempre cercare i distinguo. Noi facciamo più fatica a essere compatti quando c'è il momento di decidere e questo è estremamente pericoloso".
La vicenda
Geronimo La Russa entrerà nel consiglio di amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, con la Scala l'istituzione culturale più importante della città. A indicare il suo nome è stato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e appena si è saputo è scoppiata la polemica nei confronti del primogenito di Ignazio La Russa, proprio per la parentela con il presidente del Senato: nomina troppo politica e familiare.
Di "poltronificio" hanno parlato i parlamentari 5 stelle delle commissioni Cultura di Camera e Senato in una dichiarazione congiunta, mentre il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Avs, Angelo Bonelli si è chiesto se quello di "Giorgia Meloni sia un Governo o un centro per l'impiego riservato ai vari cognati e figli". E Matteo Orfini, deputato Pd, ha ironizzato: "fanno il Ministero dell'Istruzione e 'del Merito'. E poi nominano il figlio di La Russa, attualmente presidente dell'Automobile Club di Milano.
Sicuramente avrà un senso, magari vogliono trasformarlo in un parcheggio". "Speriamo che quando la famiglia La Russa visiterà il teatro lasci a casa il busto di Mussolini" ha aggiunto il capogruppo del Pd in Lombardia Pierfrancesco Majorino. Mentre Sandro Ruotolo si dice certo che "Giorgio Strehler e Paolo Grassi si stiano rivoltando nelle tombe".
A difenderlo è stato il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, convinto che Sangiuliano abbia fatto "con piena convinzione e totale autonomia" una scelta "apprezzabile".
"Conosco Geronimo La Russa e ne ammiro l'esemplare conduzione dell'Automobile Club d'Italia" ha aggiunto.
Ma in serata è lo stesso Geronimo La Russa, che sente la necessità di fare chiarezza: "Sfido chiunque - scrive in una nota - a sostenere che non sia stata la mia professionalità a farmi svolgere ruoli quali ad esempio quello elettivo del 2018 all'Aci o altri. Incarichi spesso non remunerativi, proprio come quello al teatro Piccolo del quale mi sento onorato".
Avvocato, e titolare dello studio legale con il padre, Geronimo La Russa è anche membro del cda di H14 spa, holding di Luigi, Eleonora e anche di Barbara Berlusconi. E siede nel cda di una serie di altre società come la M4, la società della linea 4 della metropolitana milanese. Ma soprattutto è il presidente di Aci Milano, l'automobile club che ha costruito l'autodromo di Monza. A questa lunga lista, ora si aggiunge la nuova nomina nel Piccolo teatro al posto di Andrea Cardamone.
La Regione Lombardia ha già confermato in cda Emanuela Carcano e l'ex assessore alla Cultura di Milano Massimiliano Finazzer Flory, attore e regista, mentre il bando del Comune di Milano per la selezione dei suoi due membri (uno del quali il presidente) si chiuderà domani. Di certo non potrà essere riconfermato Salvatore Carrubba, ex assessore alla Cultura ed ex direttore del Sole 24 ore, in quanto ha terminato il suo secondo mandato.
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