E' bufera per un convegno organizzato
dal Centro Studi Politici e Strategici "Machiavelli" - su Aborto
ed eutanasia - ospitato alla Camera su invito del leghista
Simone Billi. Secondo le accuse delle opposizioni, infatti,
sarebbero "da Medioevo" le tesi portate avanti dai relatori che
avrebbero tra l'altro parlato di "tramonto dei valori" negando
che l'Aborto sia un diritto
"Dopo Pillon arriva Billi. A destra cambiano i volti ma non i
programmi: non si fermano la propaganda contro i diritti delle
donne e le affermazioni aberranti", scrive su X la senatrice del
Partito Democratico Ylenia Zambito. Mentre la capogruppo dem a
Montecitorio, Chiara Braga, scandisce: "Non vi permetteremo di
fare dell'Italia un paese del Medioevo e della barbarie civile e
umana. L'Aborto è un diritto anche per le vostre compagne, anche
per le vostre figlie". Forti critiche anche da Iv con Paita e
Scalfarotto, pronti a fare barricate in difesa della legge. Di
"aberrazione" parla Elisabetta Piccolotti di Avs: "siamo di
fronte a movimenti che teorizzano che il padre sia padrone del
corpo e della vita di una donna. Possiamo solo immaginare cosa
succederebbe se fossero scritte norme ispirate a questi
principi". +Europa, con la tesoriera Carla Taibi, chiama in
causa - come fanno anche altri, direttamente Giorgia Meloni:
"chissà cosa ne pensa davanti a questa barbarie civile e umana".
Da parte sua Simone Billi, chiamato in causa, tiene a
precisare: "Quanto uscito oggi su alcuni mezzi stampa non
rappresenta né la mia, né, tanto meno, la posizione del partito.
La Lega, da sempre, si è battuta per la libertà di espressione
delle donne e quanto riportato è falso", sottolinea.
"Personalmente credo nella libertà di scelta e, soprattutto,
le donne vittime di violenza non possono essere utilizzate e
strumentalizzate. Io - ha infine puntualizzato - non ero
presente al convegno e, se fossi stato presente, avrei
sicuramente portato avanti le mie tesi".
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