Per la prima volta in carriera Tadej Pogacar sarà al via della Parigi-Roubaix del prossimo 13 aprile, la corsa Monumento più impegnativa del calendario. E già emoziona la prospettiva che si rinnovi il duello con Mathieu van der Poel, a sua volta vincitore sabato scorso della 116/a edizione della Milano-Sanremo e doppio detentore dell'Inferno del Nord.
Con la primavera tornano le gare ciclistiche del mito, le Classiche del Nord, come la Gand-Wevelgem di domenica prossima, nello scenario delle Fiandre. Il campione del mondo - terzo sul traguardo di Sanremo - però non ci sarà, così come venerdì non pedalerà sul pavé di Harelbeke, classica che segna l'inizio della settimana fiamminga. "Inizialmente, Pogacar avrebbe dovuto partecipare a entrambe le corse - ha comunicato il Team UAE Emirates - Ma, dopo una discussione interna alla squadra, è stato deciso di rimodulare il suo calendario per focalizzarsi sul Giro delle Fiandre e sulla Parigi-Roubaix".
Filippo Ganna (secondo alla Milano-Sanremo) parteciperà alle due gare in Belgio prima della Roubaix, dove può essere tra i protagonisti. Domani, poi, si svolge la Classic Brugge-De Panne. Un'unica tappa di 195,6 chilometri, completamente pianeggianti. In una corsa per velocisti, parte tra i favoriti Jonathan Milan. Ma occhio a Simone Consonni ed Elia Viviani. Il 27 aprile sarà la volta della Liegi-Bastogne-Liegi, giunta alla 111ma edizione, vinta l'anno scorso dal solito Pogacar. Il 26enne sloveno è infatti corridore ultra completo, che brilla tanto nei Grandi Giri - tre vittorie al Tour de France e una al Giro - quanto nelle classiche, con sette Monumenti nel palmares, compreso il Fiandre nel 2023. Lui ha detto spesso di preferire le gare di un giorno agli eventi in cui bisogna anche saper dosare le forze. "Era da molto tempo che non avevamo un vincitore del Tour de France in grado di puntare alla vittoria della Parigi-Roubaix. Lì avrà una sfida all'altezza del suo talento", ha commentato il direttore di gara Thierry Gouvenou.
Se la Parigi-Roubaix non era nel programma di Pogacar fino ad aggi è anche perché la sua squadra non ha voluto correre rischi con il corridore più pagato del gruppo (stipendio stimato in 8 milioni di euro all'anno). "Una brutta caduta potrebbe mettere in discussione il Tour de France e forse anche l'intera stagione. Ha ancora tempo per correre la Parigi-Roubaix", aveva detto il manager della sua squadra, Mauro Gianetti, il giorno della vittoria alle Strade Bianche, dove però prima era caduto a 50 chilometri dal traguardo. Con i suoi sei milioni di cubetti di porfido, spesso sconnessi, la Parigi-Roubaix è infatti considerata la corsa più pericolosa del calendario. Ma Pogacar l'ha voluta fortemente, ha insistito per esserci. Già a febbraio aveva mandato segnali pubblicando un video su Instagram che lo mostrava in ricognizione nell'Arenberg Gap, il leggendario settore acciottolato dell'Inferno del Nord. Da allora aveva mantenuto il mistero, sapendo che negli ultimi giorni si andavano accumulando i segnali di una prima partecipazione. Fino alla conferma di oggi che promette una Parigi-Roubaix più incandescente che mai.
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