Cinque uomini sono stati condannati a
morte per "blasfemia online" in Pakistan, dove i processi per
post considerati offensivi nei confronti dell'islam, religione
di Stato, sono in forte aumento.
I condannati, quattro pakistani e un afghano, possono
presentare appello contro la sentenza, pronunciata martedì a
Rawalpindi, città gemella e popolare di Islamabad.
Fino ad oggi, il Pakistan non ha mai eseguito una condanna a
morte per blasfemia, e le pene capitali inflitte per questo
reato sono generalmente commutate in ergastolo.
"I cinque imputati sono stati condannati a morte per aver
diffuso contenuti blasfemi contro il profeta", ha dichiarato
all'Afp Rao Abdur Raheem, avvocato della Commissione legale
pakistana per la blasfemia (Lcbp). Questo gruppo estremamente
zelante si vanta di aver segnalato alla giustizia più di 300
casi e ottenuto decine di condanne. È stato proprio il Lcbp a
presentare la denuncia contro i cinque condannati.
"I cinque uomini sono stati anche condannati all'ergastolo
per aver profanato una copia del Corano e a 10 anni di prigione
per aver offeso il sentimento dei credenti", ha aggiunto
l'avvocato Abdur Raheem.
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