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Scuole e uffici pubblici chiusi
oggi in tutta l'India per le celebrazioni di Eid-al-Fitr, la
festa musulmana che coincide con la fine dei 40 giorni di
digiuno del Ramadan. La Jama Masjid, la moschea di Old Delhi,
tra le più famose di tutta l'India, si è riempita di decine di
migliaia di fedeli per la prima preghiera dopo l'alba. Venerdì
scorso, l'ultimo venerdì del Ramandan, Shaban Bukhari e Ahmed
Bukhari - i due imam capi della moschea - hanno ospitato su una
delle terrazze della Jama Masjid diplomatici di vari paesi e
giornalisti che hanno partecipato all'Iftar, il "pic-nic"
collettivo di migliaia di persone che si riuniscono nel cortile
per spezzare assieme il digiuno giornaliero, subito dopo il
tramonto del sole. Tra i presenti, gli ambasciatori di Francia,
Australia, Russia, Regno Unito, e quello della Palestina.
L'invito, che ha suscitato critiche per avere "trasformato in
spettacolo esclusivo" un rito collettivo, ha preceduto di una
settimana la riapertura del parlamento indiano: il governo ha
annunciato di voler approvare in questa sessione la contestata
riforma dei Waqf, gli organismi di gestione delle scuole e della
proprietà delle moschee, oggi autonomi, che verranno messi sotto
il controllo dello stato indiano.
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