Il Nucleo Carabinieri Tutela
Patrimonio Culturale di Venezia ha consegnato alla
Soprintendenza provinciale ai beni culturali di Bolzano 8
pregiati reperti ceramici di produzione villanoviana ed etrusca,
di diversa datazione compresa tra l'XI e il VI sec. a.C.
ritrovati in una soffitta di un immobile bolzanino, facente
parte di un asse ereditario.
Tra i beni vi è un vaso biconico in bucchero grigio-bruno con
orlo estroflesso e incisioni geometriche tipiche del periodo
villanoviano, risalente al X sec. a.C., un calice in bucchero
nero di produzione vulcente del VI sec. a.C., un'oinochoe in
bucchero trilobata a impasto grigio, decorata con incisioni
puntinate semicircolari e a raggiera, dell'VIII sec. a.C. Le
indagini, della Procura di Bolzano, sono state avviate dal
Nucleo TPC di Venezia nel marzo 2024.
I reperti sono stati sottoposti a sequestro, stante l'assenza di
un valido titolo di proprietà da parte del proprietario
dell'immobile che aveva denunciato il ritrovamento. I pezzi
pregiati sarebbero provenienti da scavi clandestini avvenuti in
area laziale negli anni '8 e lasciati abbandonati nell'immobile
di Bolzano e poi trovati dagli attuali proprietari. A termine
delle indagini, nel gennaio 2025 la Procura di Bolzano ha
disposto il dissequestro dei beni in favore del demanio
culturale per essere consegnate alla Soprintendenza di Bolzano.
Nell'ambito della medesima indagine, sono stati altresì
individuate 4 riproduzioni moderne di preziosi reperti
archeologici, tra cui l'imitazione di un'olpe etrusco-corinzia
della seconda metà del VII secolo a.C.
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