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Confindustria, Usa strategici per molte aziende umbre

Confindustria, Usa strategici per molte aziende umbre

'Non immuni a tensioni internazionali' dice Briziarelli

PERUGIA, 03 aprile 2025, 17:20

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Le imprese umbre, soprattutto quelle più orientate all'export nei settori della componentistica meccanica, dell'agroalimentare, dell'abbigliamento e del farmaceutico, "non sono immuni dalle tensioni commerciali internazionali". "Gli Stati Uniti rappresentano un mercato strategico per molte nostre aziende e l'introduzione di dazi, anche solo come annuncio, ha già generato un clima di incertezza che scoraggia investimenti e programmazione" ha spiegato all'ANSA Vincenzo Briziarelli, presidente di Confindustria Umbria.
    "Veniamo da quattro anni - ha detto Briziarelli - in cui l'Europa ha intrapreso un percorso solitario, spesso scollegato dalle esigenze reali del proprio tessuto produttivo. Il green deal, per come è stato concepito e applicato, ha finito per penalizzare l'industria europea anziché accompagnarla in una vera transizione sostenibile. Oggi, con il ritorno delle misure protezionistiche annunciate dagli Stati Uniti, rischiamo un ulteriore colpo alla nostra economia". Per Briziarelli "è il momento di cambiare passo, atteggiamento e impostazione".
    "L'Europa - ha sollecitato - deve ritrovare un equilibrio: rivedere le politiche che hanno indebolito la manifattura, a partire da una rimodulazione del green deal che tenga conto della nostra leadership mondiale in efficienza e sostenibilità, e allo stesso tempo costruire un nuovo modus operandi con gli Stati Uniti, nostro storico alleato. Serve un dialogo strategico, un patto economico che salvaguardi tanto l'economia americana quanto quella europea, e che si fondi su valori e interessi comuni. In questo senso, sarebbe utile individuare in Europa una nuova figura di riconosciuta autorevolezza, che abbia buoni rapporti con gli Stati Uniti, capace di rappresentare con forza e coerenza la voce dell'Unione nel confronto con Washington, così da evitare frammentazioni e parlare con un'unica voce. Inasprire i rapporti con gli Stati Uniti sarebbe un grave errore. Le nostre imprese hanno bisogno di stabilità, non di conflitti commerciali".
   

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