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Libri:"Campagne umbre",Porzi a presentazione a Collemancio

Libri:"Campagne umbre",Porzi a presentazione a Collemancio

"Interessante opera, basilare nella storia della nostra regione"

PERUGIA, 06 luglio 2022, 14:42

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Una interessante e utile pubblicazione, resa possibile al contributo dell'Assemblea legislativa nel 2019, che riprende l'opera del geografo Henri Desplanques del 1975, dal titolo Campagne umbre". Così la consigliera regionale del Partito democratico, Donatella Porzi, a Collemancio, introducendo il primo appuntamento dell'iniziativa "Un libro in piazzetta", per la presentazione del libro "Campagne umbre. Le immagini di una civiltà. Il patrimonio iconografico e l'eredità dell'opera di Henri Despalnques", a cura di David Pieroni e con i saggi di Bernardino Sperandio e Maurizio Coccia".
    "L'opera originaria - spiega Porzi, in una nota della Regione - risale al 1975, quando la Regione Umbria pubblicò, nella collana Quaderni, un cofanetto dal titolo 'Campagne Umbre'. I cinque tomi che lo componevano erano stati pubblicati a Parigi nel 1969 dal geografo Henri Desplanques e tradotti dal francese da Alberto Melelli (poi docente di Geografia dell'Università di Perugia). Nell'opera di Desplanques si trova la descrizione dei paesaggi rurali umbri nel periodo che va dal 1953 al 1973. Il lavoro, in realtà era molto più approfondito e partiva da un'indagine geografica che analizzava le pianure, le colline, le montagne umbre, l'organizzazione del territorio, la sistemazione delle campagne e l'utilizzazione del suolo, l'uomo abitante, come ci indicano i titoli dei tomi stessi". "Il lavoro del sacerdote francese - prosegue Donatella Porzi - era lodevole, frutto di scrupolose indagini d'archivio supportate da sopralluoghi in una terra che era per lui una seconda patria, ma il valore aggiunto di questo immane lavoro è stata una collezione di 296 diapositive, che dal 1978 sono custodite presso la Bibliomediateca dell'Assemblea legislativa della Regione Umbria. Allora queste fotografie furono fondamentali per dare un'idea dello status quo, per la lettura del paesaggio, percepito come spazio multiforme che restituiva la geografia e la storia dei luoghi fotografati. Il nuovo testo è arricchito notevolmente il volume originario grazie agli interventi di Pieroni, Coccia e Sperandio. Questi studiosi hanno voluto rivisitare l'opera di Desplanques, non solo nei contenuti, ma anche mettendo a confronto le immagini fotografiche di allora con quelle di oggi. Questa operazione (realizzata nel 2019) è stata di grande importanza, perché ci ha permesso di comprendere se, nei cinquant'anni trascorsi, ci siano stati stravolgimenti nel paesaggio del nostro territorio. Se si considerano i profondi cambiamenti avvenuti nell'agricoltura, grazie alle macchine e soprattutto all'uso di prodotti chimici, o dovuti ai cambiamenti climatici, di cui stiamo vedendo le disastrose conseguenze in questi giorni, i cambiamenti saranno stati inevitabili, ma gli autori non si sono limitati ad un raffronto, per riflettere sul paesaggio umbro, ma hanno valutato anche i metodi di indagine di Desplanques, restituendoci un paesaggio modificato dall'intervento dell'uomo e dalla cultura che lo ha ispirato".
    "Ecco dunque - conclude Porzi - che la geografia umana è diventata un documento utile come archivio. Per questa opera e per la splendida serata che ci hanno regalato, voglio ringraziare tutti gli intervenuti e i promotori dell'opera. Su tutti il professor Daniele Morici, motore instancabile di promozione del territorio umbro. L'opera che abbiamo presentato, come scrive, racconta di un paesaggio umbro simile ad un museo.
    'Un museo contemporaneo che racconta il passato'. Concordo pienamente e sulla base di questa convinzione ho proposto la costituzione di un parco archeologico e paesaggistico dell'Umbria, fin dal 2013, quando lavoravo in Provincia.
    Purtroppo il lavoro avviato è stato bloccato dall'attuale amministrazione della Regione Umbria, ma spero che con il tempo si possa ripartire da dove ci eravamo fermati, magari affidando agli insigni docenti che erano con noi a Collemancio la supervisione della parte relativa al paesaggio".
   

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