"Una interessante e utile
pubblicazione, resa possibile al contributo dell'Assemblea
legislativa nel 2019, che riprende l'opera del geografo Henri
Desplanques del 1975, dal titolo Campagne umbre". Così la
consigliera regionale del Partito democratico, Donatella Porzi,
a Collemancio, introducendo il primo appuntamento
dell'iniziativa "Un libro in piazzetta", per la presentazione
del libro "Campagne umbre. Le immagini di una civiltà. Il
patrimonio iconografico e l'eredità dell'opera di Henri
Despalnques", a cura di David Pieroni e con i saggi di
Bernardino Sperandio e Maurizio Coccia".
"L'opera originaria - spiega Porzi, in una nota della Regione -
risale al 1975, quando la Regione Umbria pubblicò, nella collana
Quaderni, un cofanetto dal titolo 'Campagne Umbre'. I cinque
tomi che lo componevano erano stati pubblicati a Parigi nel 1969
dal geografo Henri Desplanques e tradotti dal francese da
Alberto Melelli (poi docente di Geografia dell'Università di
Perugia). Nell'opera di Desplanques si trova la descrizione dei
paesaggi rurali umbri nel periodo che va dal 1953 al 1973. Il
lavoro, in realtà era molto più approfondito e partiva da
un'indagine geografica che analizzava le pianure, le colline, le
montagne umbre, l'organizzazione del territorio, la sistemazione
delle campagne e l'utilizzazione del suolo, l'uomo abitante,
come ci indicano i titoli dei tomi stessi". "Il lavoro del
sacerdote francese - prosegue Donatella Porzi - era lodevole,
frutto di scrupolose indagini d'archivio supportate da
sopralluoghi in una terra che era per lui una seconda patria, ma
il valore aggiunto di questo immane lavoro è stata una
collezione di 296 diapositive, che dal 1978 sono custodite
presso la Bibliomediateca dell'Assemblea legislativa della
Regione Umbria. Allora queste fotografie furono fondamentali per
dare un'idea dello status quo, per la lettura del paesaggio,
percepito come spazio multiforme che restituiva la geografia e
la storia dei luoghi fotografati. Il nuovo testo è arricchito
notevolmente il volume originario grazie agli interventi di
Pieroni, Coccia e Sperandio. Questi studiosi hanno voluto
rivisitare l'opera di Desplanques, non solo nei contenuti, ma
anche mettendo a confronto le immagini fotografiche di allora
con quelle di oggi. Questa operazione (realizzata nel 2019) è
stata di grande importanza, perché ci ha permesso di comprendere
se, nei cinquant'anni trascorsi, ci siano stati stravolgimenti
nel paesaggio del nostro territorio. Se si considerano i
profondi cambiamenti avvenuti nell'agricoltura, grazie alle
macchine e soprattutto all'uso di prodotti chimici, o dovuti ai
cambiamenti climatici, di cui stiamo vedendo le disastrose
conseguenze in questi giorni, i cambiamenti saranno stati
inevitabili, ma gli autori non si sono limitati ad un raffronto,
per riflettere sul paesaggio umbro, ma hanno valutato anche i
metodi di indagine di Desplanques, restituendoci un paesaggio
modificato dall'intervento dell'uomo e dalla cultura che lo ha
ispirato".
"Ecco dunque - conclude Porzi - che la geografia umana è
diventata un documento utile come archivio. Per questa opera e
per la splendida serata che ci hanno regalato, voglio
ringraziare tutti gli intervenuti e i promotori dell'opera. Su
tutti il professor Daniele Morici, motore instancabile di
promozione del territorio umbro. L'opera che abbiamo presentato,
come scrive, racconta di un paesaggio umbro simile ad un museo.
'Un museo contemporaneo che racconta il passato'. Concordo
pienamente e sulla base di questa convinzione ho proposto la
costituzione di un parco archeologico e paesaggistico
dell'Umbria, fin dal 2013, quando lavoravo in Provincia.
Purtroppo il lavoro avviato è stato bloccato dall'attuale
amministrazione della Regione Umbria, ma spero che con il tempo
si possa ripartire da dove ci eravamo fermati, magari affidando
agli insigni docenti che erano con noi a Collemancio la
supervisione della parte relativa al paesaggio".
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