/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

'Ndrangheta: difesa Giachino, da Marco Di Donato solo palle

'Ndrangheta: difesa Giachino, da Marco Di Donato solo palle

"Ad Aosta locale Brancaleone. Pizzeria Rotonda non è Duisburg"

AOSTA, 11 settembre 2020, 19:30

Redazione ANSA

ANSACheck

"Questo processo senza Marco Di Donato ce lo saremmo risparmiati" perché "lo definirei millantatore seriale e bugiardo per tendenza. Racconta solo palle", che nelle intercettazioni "riprese nere su bianco hanno avuto una valenza che non avevano. Con pochi approfondimenti si sarebbero potute evitare questi disastri". E' un "processo costruito dai carabinieri". Così l'avvocato Claudio Soro nell'arringa difensiva di Alessandro Giachino, dipendente del Casinò di Saint-Vincent imputato per associazione mafiosa nel processo Geenna con rito ordinario.
    Da queste presunte millanterie Di Donato (condannato a nove anni di carcere nel filone con rito abbreviato di Geenna il 17 luglio) "non ha avuto alcun beneficio, non ha una lira in tasca.
    L'unica spiegazione è che amava sentirsi al centro dell'attenzione, aveva queste persone che gli ruotavano attorno e che lo reputavano un padre eterno".
    La contestata locale per Soro "è formata da personaggi al limite del ridicolo, in contrasto tra loro e che non si parlano da anni. Ha la possibilità di infilare un consigliere regionale come Nicola Prettico ma cosa fa? Lo denigra, lo dileggia.
    Potremmo definirla locale Brancaleone ma di comico qui non c'è nulla, con questi signori in carcere da un anno e otto mesi".
    Secondo l'avvocato "far passare la pizzeria La Rotonda di Antonio Raso come centro di interessi criminali", è profondamente ingiusto", anche perché "non parliamo della pizzeria di Duisburg in Germania, dove sono state accoppate sei persone, ma della pizzeria dove tutti siamo andati". Con la 'ndrangheta "gli errori non si pagano con le denunce ma con la fine che ha fatto Salvatore Raso nel processo Altanum, ucciso a fucilate".
    Alessandro Giachino quindi "ha avuto la sfortuna di diventare amico di Marco Di Donato, presentatogli da Prettico", rapporto che "poi si è trasformato in un'amicizia familiare". La stesso conversazione intercettata tra Marco Di Donato e Nicola Prettico sul "taglio della coda" (affiliazione alla 'ndrangheta) di Giachino "è un colloquio tra due burloni": il momento dell'affiliazione "dovrebbe essere sacro" e nella cucina con l'ambientale "c'erano almeno nove persone, tra cui cinque figli".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza