"Perché la forma è sostanza. Organizzare un incontro sulla riforma della legge elettorale e far sedere al tavolo cinque uomini la dice lunga sull'importanza che Partito democratico e Rete civica riservano alla rappresentanza di genere". Lo scrive in una nota Valle d'Aosta aperta, lamentando di non aver ancora ricevuto risposta dal presidente della prima commissione del Consiglio regionale, Erik Lavevaz, in merito alla proposta di audizione avanzata per presentare le proprie proposte in materia di riforma elettorale.
"Lo avevano già dimostrato - prosegue la nota - in Consiglio comunale ad Aosta quando, nel mese di marzo, si erano astenuti, avevano votato contro o persino si erano assentati rispetto all'ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali Diego Foti e Luciano Boccazzi".
Valle d'Aosta aperta, sigla che riunisce Area democratica, Adu Vda e M5s, "ribadisce la propria posizione, ossia che la questione della rappresentanza di genere debba e possa essere affrontata con una tempistica autonoma e più sollecita rispetto alle altre proposte di legge in materia di riforma elettorale già depositate. Ora che il Pd cerca il dialogo con le forze di centrosinistra abbia un sussulto di dignità e si attivi subito per far votare la proposta della doppia preferenza di genere slegandola dalla riforma elettorale affinché non diventi merce di scambio".
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