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In collaborazione con Sanità per il Veneto
Il dono delle cornee parte negli
ospedali del Veneto, arriva in banca degli occhi, e da lì
riparte verso oltre 200 ospedali italiani e 23 strutture europee
per ridare la vista. Nel 2023, Fondazione Banca degli Occhi del
Veneto, organizzazione non profit veneziana responsabile della
raccolta e processazione dei tessuti oculari, aveva raggiunto
numeri importanti: 3.501 donatori (+12% sull'anno precedente),
6.659 cornee raccolte, 4.335 tessuti inviati per trapianto di
cornea (+14,6%).
E il 2024 finora non è da meno: nei primi cinque mesi di
quest'anno, da gennaio a maggio, in Veneto sono state donate
2.236 cornee e 669 dalle altre regioni italiane convenzionate.
Grazie al dono, sono stati 1.909 i trapianti realizzati in
totale, di cui 500 in Veneto, 866 nelle altre regioni italiane e
543 nei centri esteri convenzionati.
La fondazione, negli anni, è divenuta punto di riferimento
anche per Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento,
Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia. È da questi territori,
ma soprattutto dal Veneto, che il dono delle cornee prende vita
per giungere in banca, dove da ogni tessuto viene
prevalentemente isolato lo strato della cornea che potrà essere
più utile al paziente, per poi arrivare nelle sale operatorie
dei reparti di oculistica nelle mani dei chirurghi oftalmologi
per trapianti divenuti negli anni sempre più esperti ed
innovativi.
"Il nostro lavoro è radicalmente cambiato - spiega il
direttore sanitario della fondazione, Diego Ponzin -: alla
selezione dei tessuti si è aggiunta la delicata fase della
'personalizzazione' sull'occhio del paziente e della
preparazione pre-operatoria, secondo tecniche che sono sempre
più richieste anche dall'estero".
L'attività della fondazione conta anche di una fitta rete di
rapporti con una ventina di strutture estere convenzionate, "con
le quali ci rapportiamo attraverso specifici accordi e in
collaborazione con le rispettive autorità competenti in materia
di trapianti", spiega Gary Jones, responsabile delle relazioni
internazionali della fondazione. La priorità, chiarisce, "va
sempre alle richieste del nostro territorio, ma quando possiamo
rispondiamo anche alla necessità di tessuti che arriva
dall'estero".
In collaborazione con Sanità per il Veneto
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