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È morto a 65 anni l'attore americano Val Kilmer

È morto a 65 anni l'attore americano Val Kilmer

Secondo quanto riportato dalla figlia, Kilmer è deceduto per una polmonite

ROMA, 02 aprile 2025, 17:24

di Giorgio Gosetti

ANSACheck
Val Kilmer - RIPRODUZIONE RISERVATA

Val Kilmer - RIPRODUZIONE RISERVATA

È stato un'icona prima ancora che un bravo attore Val Kilmer, spentosi oggi ad appena 65 anni a Los Angeles. E sembra una atroce beffa del destino leggere che a pronunciare la sentenza di morte è stata una banale polmonite, un'infezione virale che ogni giorno vede la medicina avere la meglio sul male. Ma per "Val" la vita, raccontata in un bel documentario di quattro anni fa dal figlio Jack, è sempre stata una corsa contro il tempo e una battaglia contro se stesso: possiamo immaginare che l'idea di andarsene da vincente e non da anziana gloria di Hollywood lo abbia perfino rallegrato, alla fine.

Apparteneva alla scuola dei "belli e dannati" fin da ragazzo ed è sempre stato un ribelle alle convenzioni e ai riti del divismo, tanto da compiere spesso scelte contro la logica del marketing e del successo.

Nato a Los Angeles l'ultimo giorno del 1959 da un padre possessivo e da una madre che lasciò la famiglia e i tre figli quando Val aveva a otto anni, è diventato grande nel mito del nonno, cercatore d'oro nel New Mexico d'inizio Novecento.

Cresciuto alla scuola cristiano-scientista, dotato di un talento istintivo per la recitazione, fu il più giovane studente della sua generazione ammesso alla Juilliard School di New York dove musica e teatro erano le discipline quotidiane. Sui banchi di scuola il ragazzo fu tra gli animatori di una formazione teatrale studentesca, il "Gruppo 10", con cui debuttò al New York Shakespeare Festival nel 1981. Qui nasce la prima leggenda della sua vita artistica: Francis F. Coppola lo nota e gli offre un ruolo ne "I ragazzi della 56ma strada", un film che per molti divenne il trampolino di lancio. Ma Kilmer rifiuta per non abbandonare il Gruppo 10 e le assi del palcoscenico. Due anni dopo debutta a Broadway con Kevin Bacon e Sean Penn in "The Slab Boys".

Si mette alla prova anche in tv nella serie "Afterschool Specials" dove incontra Michelle Pfeiffer, la prima delle sue celebri conquiste amorose. Rimarranno insieme a lungo e lui le dedicherà un libro di poesie, oggi quasi introvabile: "My Edens after Burns". Debutta al cinema nel 1984 con i Fratelli Zucker nella commedia gialla "Top Secret!": il protagonista è un cantante rock e Kilmer ne interpreta anche le canzoni che poi riunirà in un album ispirato al personaggio. Intanto è diventato lui stesso un personaggio a Hollywood anche per i rifiuti che fanno discutere, da "Dune" a "Velluto blu" per David Lynch.

Preferisce viaggiare con lo zaino in spalla per l'Europa e accetta invece il ruolo di Iceman in "Top Gun", il film di Tony Scott ad alta densità adrenalinica. In volo sugli aerei da combattimento Grumman F-14 Tomcat pilotati insieme a Tom Cruise fa scintille e diventa una star nonostante non sia il protagonista.

Carattere ribelle, vero cowboy nell'animo, schivo ad ogni genere di regola, appassionato bevitore e spesso dedito anche a sostanze stupefacenti, incarna con soddisfazione un ruolo che il pubblico ama da sempre: l'eroe bello e irraggiungibile, lo "sciupafemmine" senza rimorsi (è lunghissima la lista delle sue conquiste), il cavaliere libero e selvaggio che nasconde abilmente le sue paure e nevrosi. Così lo abbiamo conosciuto anche in Italia quando, da Courmayeur a Capri, ha accettato di partecipare a festival che lo celebravano. Per un personaggio difficile da gestire dentro e fuori dal set (John Frankenheimer disse: "due cose non vorrei mai rifare, la scalata dell'Everest e un film con Val Kilmer"), la lista dei suoi successi è sorprendentemente lunga: il trionfo con "The Doors" di Oliver Stone in cui esegue mirabilmente le canzoni più iconiche di Jim Morrison; "Una vita al massimo" di Tony Scott (il suo regista preferito) dalla sceneggiatura di Quentin Tarantino, il fantasy di Ron Howard "Willow", il leggendario western "Tombstone" del 1993 e "Heat" di Michael Mann con De Niro e Pacino del '95.

In quello stesso anno veste la tuta dell'uomo pipistrello per "Batman Forever" di Joel Schumacher e il creatore del personaggio, Bob Kane, dichiara "Questo è il mio vero Batman!".
Seguiranno altri titoli da box office come "Il Santo", una black comedy in cui reinventa il ladro gentiluomo Simon Templar creato per Roger Moore, "A prima vista" (il suo ruolo più difficile nei panni di un cieco), "Wonderland" (sul re del porno John Holmes), "Missing" di Ron Howard, "Spartan" di David Mamet. Chi lo crede un attore "tutto muscoli e testosterone" avrà modo di ricredersi nel contestato "Alexander" di Oliver Stone, "Il cattivo tenente" di Werner Herzog, in "Twixt" di Coppola o "Song to Song" di Terrence Malick. Nel 2014 comincia la sua battaglia contro un tumore alla gola che gli toglierà pian piano la voce.

Per il ritorno al cinema in grande stile, con la seconda avventura di "Top Gun: Maverick", riprende il ruolo di Iceman, ma solo un trucco vocale al computer gli consente di dialogare con Tom Cruise, ancora affascinante, stretto nella sua uniforme da generale dell'aeronautica americana. Finché ha potuto Val Kilmer non ha mai abbandonato il teatro; ma la sua vita costellata di amori ed eccessi è difficilmente inquadrabile in qualsiasi standard. Di certo ha sempre amato il perfezionismo del metodo Actor's Studio (mesi e mesi per trasformarsi credibilmente in un cantante, un marine, un pianista, un ladro), ma ancor più la bottiglia e le donne. Sul set di "Alexander" disse di Angelina Jolie: "È talmente bella che anche i cammelli si innamorano di lei e i morti le chiedono un appuntamento". al si sposò una volta sola, con la collega Joanne Whalley che gli ha dato due figli e da cui divorziò nel 1996.

Adesso è sceso da cavallo, ha deposto la pistola e i suoi occhi azzurrissimi non brillano più in quella faccia da schiaffi da eterno ragazzo. Ma è destinato a restare nel pantheon di Hollywood insieme ai ribelli come lui, da James Dean a Steve McQueen. 

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