È stata aperta e dopo mezz'ora rinviata l'udienza - la quinta - in programma oggi al tribunale di Tempio Pausania nel processo che vede imputati Ciro Grillo, figlio di Beppe, e tre suoi compagni genovesi, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, accusati di violenza sessuale di gruppo su una studentessa italo norvegese e una sua amica.
Violenza che sarebbe avvenuta il 17 luglio 2019 nella villetta della famiglia Grillo, in un residence di Porto Cervo, in Costa Smeralda.
Il rinvio, che cancella anche la prossima udienza in calendario il 2 novembre, è dovuto alla mancanza degli adeguati strumenti tecnologici nell'aula del tribunale in cui si svolgono i lavori. E non si parla di tecnologie particolarmente raffinate, ma di semplici microfoni collegati all'impianto di stenotipia e di uno schermo a parete su cui proiettare video, slide e foto. Nell'aula lo schermo a parete è rappresentato da un collage di fogli bianchi A4 appiccicati fra loro e al muro con lo scotch. I microfoni sono due e a contenderseli in questa causa sono oltre dieci avvocati, più il procuratore, costretti a strapparseli di mano anche per sollevare una semplice eccezione.
Carenze che la scorsa settimana sono state espressamente elencate in una lettere che il collegio difensivo - composto dagli avvocati Antonella Cuccureddu, Gennaro Velle, Andrea Vernazza, Sandro Vaccaro, Enrico Grillo, Ernesto Monteverde e Mariano Mameli - ha inviato al Tribunale, chiedendo di poter svolgere le udienze in una sede adeguata alle esigenze processuali. La lettera è rimasta senza risposta. Così stamattina i legali degli imputati - nessuno dei 4 era presente - in apertura di udienza hanno risollevato il problema, non di poco conto in un processo in cui ci saranno da visionare decine di video, foto, perizie e ascoltare in totale 56 testimoni.
La corte, presieduta dal giudice Marco Contu, ha annotato le doglianze e si è riunita in camera di consiglio, uscendo mezzora dopo con il provvedimento di rinvio. Annullata anche l'udienza del 2 novembre, si tornerà in aula il 16. Se microfoni e schermo saranno stati adeguati. Sull'impianto di videoproiezione c'è speranza: "Nei prossimi giorni entrerà in funzione un nuovo impianto la cui installazione era già stata programmata ben prima dell'udienza di oggi, ma che non è ancora arrivato", spiega il presidente del Tribunale Giuseppe Magliulo. Se nulla dovesse cambiare potrebbe aprirsi anche un'altra possibilità: spostare il processo a Sassari.
All'udienza del 16 saranno sentiti i sette testimoni che sarebbero dovuti comparire oggi: il medico legale, la ginecologa e la psicologa della clinica Mangiagalli di Milano, che avevano visitato la ragazza italo norvegese una decina di giorni dopo la presunta violenza; i gestori del b&b di Palau dove alloggiavano le due ragazze, e i due istruttori di kitesurf che il pomeriggio dopo i fatti contestati diedero lezioni alla studentessa. I tre medici sono ritenuti testi chiave perché dovranno riferire in aula delle eventuali lesioni riscontrate sul corpo della ragazza e del suo stato psicologico. Da un referto medico risulterebbe che la studentessa aveva diversi ematomi sulle braccia. È da stabilire se quei segni possono essere riconducibili alle violenze da lei denunciate.
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