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Padiglione Italia , Cino Zucchi racconta l'anomalia italiana

Padiglione Italia , Cino Zucchi racconta l'anomalia italiana

Ecco come sarà la mostra che si apre a Venezia dal 7 giugno all'11 novembre

01 aprile 2014, 11:17

Silvia Lambertucci

ANSACheck

Innesti Grafting - Padiglione Italia Luigi Moretti, Edificio in Corso Italia Milano - RIPRODUZIONE RISERVATA

Innesti Grafting - Padiglione Italia Luigi Moretti, Edificio in Corso Italia Milano - RIPRODUZIONE RISERVATA
Innesti Grafting - Padiglione Italia Luigi Moretti, Edificio in Corso Italia Milano - RIPRODUZIONE RISERVATA

(ANSA)- ROMA, 31 MAR - Una modernità costruita sull'esistente, quella italiana, dalla Roma di Michelangelo che progettando il Campidoglio dovette fare i conti con i palazzi preesistenti, fino alla Milano di oggi con i grattacieli che ne stanno mutando lo skyline. Chiamato a raccontare il rapporto italiano con il nuovo per il Padiglione Italia della 14.  Biennale di Architettura (7 giugno-23 novembre), il curatore Cino Zucchi mette in luce 'l'anomalia' di un paese da sempre costretto a fare i conti con un passato di peso, dove la modernità si è espressa con ''innesti'' in contesti urbani stratificati, sottolinea l'architetto milanese, che proprio per questo ha voluto intitolare il suo lavoro 'Innesti grafting'.

 Nominato alla fine di novembre 2013, Zucchi non nasconde emozione ed entusiasmo, presentando il progetto alla presenza del ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini e del presidente della Biennale Paolo Baratta.  L'architetto usa le slide per raccontare come allestirà i duemila metri quadrati del padiglione, alle Tese delle Vergini all'Arsenale, e intanto ricorda a grandi passi la particolare storia dell'architettura italiana. Parte dalla Roma antica delle incisioni di Pirro Lagorio, poi cita Michelangelo, arriva al modernismo. L'innesto, spiega, ''è una chiave di lettura scelta per sviluppare la direzione suggerita da Koolhaas''.

L'assunto è quello di una modernità anomala, appunto, che procede interpretando e incorporando gli stati precedenti attraverso 'metamorfosi continue''. Da qui la mostra organizzata per il Padiglione Italia che sarà il racconto della ''nostra migliore architettura da un punto di vista inedito'' con opere antiche, recenti e contemporanee scelte ''con gli occhi di un botanico'', per svelare ''la loro capacità di unire interpretazione e innovazione''. Ci sarà il caso della città di Milano, ''assunto come esemplare di laboratorio moderno''. Con uno spazio importante riservato anche ai progetti dell'Expo 2015 (non a caso main sponsor della mostra che è sostenuta per il 50 per cento da fondi privati, tra cui Artemide e Lavazza per un budget totale di 1 milione 200 mila euro) e al futuro dell'area milanese per la quale una serie di giovani studi di architettura è stata chiamata a immaginare ''futuri possibili''.

Spazio anche ai contributi della gente comune, con la richiesta di inviare al Padiglione ''video di cinque minuti a camera fissa di spazi pubblici'', mentre a venti grandi nomi dell'architettura da Dominique Perrault a Juan Navarro Baldeweg è stato chiesto di inviare cartoline con la loro idea della modernità italiana. Nel giardino, spazio al relax con la grande panca di metallo che si snoda a nastro attraverso gli alberi per delimitare lo spazio di festa. ''Alla Biennale si macinano chilometri - scherza Zucchi -. Dopo tanto camminare una sosta è d'obbligo''. (ANSA)

   

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