PINO INSEGNO, LA VITA NON E' UN FILM
(GIUNTI, PP.240, 19 EURO + AUDIOLIBRO). Una vita "fatta di
strabilianti incertezze", con tanti grazie da dire e un'infinità
di risate da raccontare: parlare di sé senza celebrarsi, con
onestà, mostrando gratitudine verso chi gli ha teso una mano è
l'obiettivo di Pino Insegno, autore de "La vita non è un film",
biografia edita da Giunti. Classe 1959, nato a Roma nel
quartiere di Monteverde, l'attore ripercorre la propria vita,
privata e professionale, fino ad arrivare all'uomo che è oggi:
"Questo libro è il mio modo di dire grazie a chi mi è stato
accanto, qualche anno o anche solo un giorno", dice in
un'intervista all'ANSA, "ho raccontato i no che sono diventati
sì, senza dimenticare da dove sono partito, dalla strada. Sono
sempre stato vicino alla gente, oggi come ieri sento gli stessi
problemi e le stesse gioie". Dagli inizi come calciatore e il
sogno di diventare un professionista del pallone alla vocazione
del palcoscenico con i primi spettacoli accanto agli amici di
sempre (Roberto Ciufoli e Francesca Draghetti, a cui anni dopo
per la felice esperienza, ora conclusa, della Premiata Ditta si
sarebbe aggiunta Tiziana Foschi), dai porno doppiati da
giovanissimo per racimolare qualche soldo al doppiaggio di film
di "serie A" con il nome falso per ovviare ai pregiudizi di un
comico che osa fare l'attore, e poi l'approdo in tv,
l'esplosione del successo, le persone che ti riconoscono per
strada e l'orgoglio di avercela fatta, ma sempre tenendo i piedi
per terra ben saldi: in poco più di 200 pagine, la biografia
(che è anche un audiolibro scaricabile con qr code, letto
direttamente da Insegno) racconta la vita di un artista che, pur
rimanendo fedele a se stesso, ha sempre sentito "stretta" una
sola identità, nutrendo il desiderio di essere anche "gli altri"
per portare la realtà quotidiana sulla scena.
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